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A cura di ANDREA CURTI

sabato 18 novembre 2017

RUGBY - Italia-Argentina 15-31: Un'ora di azzurro, poi dilagano i Pumas.

Si sapeva che l’Argentina non fosse le Fiji, che i Pumas rappresentino altra forza e sostanza rispetto agli isolani, che in termini di spazi i sudamericani non lascino nulla al caso. E le paure della vigilia, purtroppo, oltre ad una cabala che vedeva gli azzurri mai vittorioso con i sudamericani negli ultimi 10 anni, si sono puntualmente materializzate. L’Italia esce sconfitta 15-31 nel secondo test match (a Firenze) di questo novembre 2017 col rammarico di aver retto per un’ora all’onda d’urto argentina, grazie alla tigna del pacchetto di mischia e ai quattro calci di Canna e al drop di Violi, che hanno portato 15 punti in cascina ed una piccola illusione in testa. Poi, negli ultimi 20 minuti, con gli argentini oltre le zone di collisione bravi a mantenere il possesso dell’ovale, l’Italia ha ceduto di schianto, risultando senza energie fisiche sufficienti ad arginare i Pumas, implacabili al piede col man of the match Sanchez e nelle imbucate di Kremer e Tuculet. Intendiamoci, il match, o almeno la prima ora di match, si è basata sulla disciplina delle due squadre, con l'Italia brava in mischia ordinata ma in difficoltà nel'imporre il proprio territorio. Alla lunga però i Pumas sono venuti fuori per una miglior condizione fisica e allora l'ago della bilancia si è spostato in favore dei sudamericani. O'Shea, il cittì irlandese degli azzurri, si è detto soddisfatto della prova del suo XV e per certi versi gli si può anche dar ragione, ma per vincere un match al Six Nations 2018 ci vuole ancora un ulteriore step. Staremo a vedere, intanto sabato a Padova arrivano gli All Blacks: obbiettivo? Non prenderne troppi (di punti contro!).

giovedì 16 novembre 2017

RUGBY - Sabato a Firenze secondo test match degli azzurri: Italia vs Argentina pensando al successo col Sudafrica.

La vittoria sulle Fiji ha lasciato il segno, almeno in termini di formazione. Già perché il cittì irlandese O’Shea ha deciso di confermare il quindici vittorioso in quel di Catania lo scorso sabato, e quindi di riproporlo contro i più quotati Pumas argentini sabato a Firenze (ore 15, diretta in chiaro su Dmax). La novità più grande in casa azzurra è forse l’esclusione dell'esperto mediano di mischia Ugo Gori, al cui posto in panca siederà Tito Tebaidi. “Ma i ragazzi sanno che il titolare per il momento è Violi, quindi cambia poco chi va in panchina e chi in tribuna”, ha stigmatizzato O’Shea. Per il resto, “voglio vedere pazienza e precisione”, ha continuato il tecnico irlandese, “con le Fiji abbiamo commesso degli errori che gli argentini non perdonano, per cui bisogna alzare l’asticella, il livello del gioco. E guai a conceder loro punizioni, hanno almeno tre calciatori molto bravi anche da lontano”. La recente sconfitta con gli inglesi non ha scalfito la forza dei sudamericani, che partono favoriti in questo secondo test match del 2017; ma anche gli Springboks sudafricani lo erano, esattamente un anno fa sempre a Firenze. Poi è andata come è andata, con l’Italia a cogliere un successo storico. Chissà, sognare non costa nulla…

sabato 11 novembre 2017

RUGBY - Primo test match positivo per gli azzurri: Italia-Fiji 19-10, finalmente la vittoria.

Serviva una vittoria e questa è finalmente arrivata; così, dopo nove sconfitte consecutive, l'Italrugby torna a sorridere in un test match ufficiale e lo fa battendo a Catania le Fiji per 19-10 in una partita francamente brutta e condita da una serie innumerevole di errori tecnici, specie da parte degli ospiti. Ma agli azzurri tale affermazione resta importante, vuoi per il ranking (Fiji è nona, l'Italia quattordicesima) vuoi soprattutto per il morale, Sappiamo tutti che il cittì O'Shea sta cercando un quindici valido per il mondiale del Giappone 2019, per questo sta provando soluzioni nuove e alternative al capitale umano a disposizione. Intanto godiamoci il successo sui figiani, un successo che ha dato indicazioni discrete nel cammino della maturazione dei ragazzi italiani più giovani. Dopo il primo tempo chiuso in parità sul 10-10, l'Italia ha iniziato a gestire meglio l'ovale grazie a mischie, moule e difesa ad oltranza , andando a caccia degli errori altrui. E infatti tre calci a favore degli azzurri, intervallati da una espulsione temporanea del figiano Volavola, portavano nove punti in cascina, utili per tenersi a distanza da una eventuale meta trasformata dalle Fiji. Ma oggi non è aria, le Fiji, stanche e poco reattivi, alzavano bandiera bianca lasciando all'Italia il gusto dolce della vittoria. E ora sabato prossimo a Firenze secondo test match contro gli argentini: stavolta servirà ben altro per affermarsi.

venerdì 10 novembre 2017

RUGBY - Domani a Catania primo test match degli azzurri: Italia vs Fiji, vincere è l'unica medicina.

Adesso si fa sul serio. Il primo dei test match degli azzurri di O’Shea è previsto domani, sabato, a Catania (ore 15, diretta in chiaro su DMax)  contro le isole Fiji, e anche il coach irlandese si lascia andare ad una frase emblematica: “Ora bisogna anche vincere perché la gente lo vuole”.  Va bene il bel gioco, va bene l’inserimento di nuovi giovani in un ricambio generazionale che qualcosa sta dicendo (vedi i progressi delle franchigie Benetton e Zebre), va bene che non saremo mai ai livelli del gotha del rugby mondiale, va bene tutto, però contro squadre abbordabili come quella dei figiani bisogna portare a casa il risultato senza troppo cincischiare. E allora quindici azzurro pronto “alla morte” (sportiva, ovviamente): diverse le novità. Intanto a tallonatore ecco il 26enne emiliano Luca Bigi al posto del “senatore “ Ghiraldini. Mediana tutta nuova: con Allan infortunato e Gori in salamoia, sarà la volta della coppia “made in Zebre”, ovvero l’apertura Carlo Canna (per carità non un esordiente, ma uno in grande progresso, anche al piede) e il mediano di mischia Marcello Violi, di cui si dice un gran bene. Anche i due terzi della trequarti italiana proviene dalla fucina delle Zebre: centri i due Tommaso, Boni e Castello, mentre all’ala Bellini e Sarto, in forza al Glasgow, quasi intoccabile.  A parte capitan Parisse, avanti azzurri di scuola Benetton con Bram Steyn e Francesco Minto, mentre in seconda linea O’Shea ha pensato bene di inserire Dean Budd e Marco Fuser, e a piloni Andrea Lovotti e Simone Ferrari. Dei figiani si conosce la forza fisica e anche l’affinamento tecnico, dal momento che giocano tutti all’estero, per lo più Francia e Inghilterra. Sarà match duro, certo, ma da vincere, magari anche sporcando un ovale in touche o con una mischia confusionaria. Per una volta tanto il risultato è fondamentale.  

mercoledì 8 novembre 2017

INIZIATIVE - Per Eliseo Cultura dal 13 novembre all’11 dicembre: Il Manifesto del libero lettore.

Alessandro Piperno, il grande autore italiano, Premio Strega 2012, e la giornalista Annalena Benini conducono il pubblico del Piccolo Eliseo in Roma (Via Nazionale 183, ingresso libero), per cinque lunedì di seguito dal 13 novembre all’11 dicembre, attraverso i segreti della letteratura e con un’analisi di alcuni dei maggiori maestri della scrittura che diventano esempio di scuola.
13 novembre - Elogio del libero lettore: i libri di cui non possiamo fare a meno.
Se lo scrittore è minacciato da un mucchio di remore e divieti, il lettore ha solo diritti. Può aprire qualsiasi libro e se proprio non gli va a genio, chiuderlo al secondo capoverso e volgersi altrove. Ecco perché lo abbiamo chiamato il libero lettore. Si lascia guidare dal capriccio, dalla sete e dalla necessità. Il libero lettore è un dilettante, e come tale aspira al diletto. È il tipo che immergendosi in un’opera di narrativa non sta lì a interrogarsi sullo spazio che essa occupa nella storia letteraria; né si chiede se sia realista, vittoriana, modernista, tradizionale, sperimentale, di genere. Il libero lettore tralascia i proclami estetici dell’autore, le dotte postfazioni e i peana del risvolto di copertina. Cerca atmosfere, personaggi, buone storie, mica qualcuno che gli spieghi perché cercarle è un obbligo morale. La sola classificazione che lo interessa è quella che separa i romanzi che producono endorfina da quelli che fanno venire l’emicrania, i pochi che cambiano la vita dai troppi che non cambiano niente, se non talvolta l’umore.
20 novembre - Incipit, la bellezza di cominciare.
Un autore non dovrebbe considerare se stesso come un gentiluomo che offra un pranzo in privato o per beneficenza, ma come il padrone di una taverna nella quale tutti sono i benvenuti in quanto ospiti paganti. È il celebre incipit del Tom Jones di Fielding. Il suo genio audace e spiritoso lo porta a immaginare un romanzo come una locanda in cui gli avventori possono scegliere le pietanze più adatte al loro palato capriccioso. A noi, invece, piace immaginare i romanzi come un ricevimento elegante con un bel buffet. Scrivere un romanzo è come organizzare una festa: la cosa difficile è creare l’atmosfera. Nell’Ottocento i romanzieri erano molto attenti a mettere a suo agio il lettore: poltrone comode, cibo squisito, musica di sottofondo. In seguito una naturale evoluzione dei costumi avrebbe spinto i narratori a un’ospitalità meno convenzionale e più pirotecnica, ma questa è un’altra storia. Resta il fatto che un romanzo amato ti lascia nel cuore lo stesso sentimento di benessere di una festa riuscita: dopo qualche tempo tendi a dimenticare pressappoco tutto, se non il clima fatto di profumi, variazioni, colori. Indugiando sulla metafora gastronomica si può dire che gli incipit siano una specie di mise en bouche, lo stuzzichino con cui veniamo accolti nei ricevimenti eleganti. Biglietto da visita dello chef, serve a sedurci, ma non troppo, a stimolare le papille senza esagerare, a dare un primo piccolo saggio del viaggio che siamo pronti a intraprendere. Sbagliare lamise en bouche può essere fatale.  Così come sbagliare un incipit. Non tutti gli incipit sono uguali. Ci sono gli incipit sapienziali, gli incipit cinematografici, gli incipit icastici, gli incipit confidenziali, gli incipit pirotecnici e tanti altri ancora.
27 novembre - Vocazione: Stendhal contro Flaubert.
Mio caro amico, mi sembrate piuttosto amareggiato, e il vostro sconforto mi rattrista, perché potreste impiegare più gradevolmente il vostro tempo. Dovete, capite, giovanotto, dovete lavorare di più. Comincio a sospettarvi di essere un po’ fannullone. Troppe puttane! Troppo canottaggio! Troppo esercizio! Sissignore! L’uomo civilizzato non ha tanto bisogno di locomozione quanto lo pretendono lor signori i medici. Siete nato per fare dei versi, fatene! Tutto il resto è vano, a cominciare dai vostri piaceri e dalla vostra salute: ficcatevelo nella capoccia. Flaubert scrisse questa lettera a Guy de Maupassant il 15 agosto 1878, due anni prima di morire, avendo puntato tutto sulla letteratura, in odio alla vita. La vocazione però è anche quella di Stendahl, che ama la bellezza e scrive con lo stesso piglio con cui conversa: per intrattenere se stesso, gli amici e le donne che gli piacciono, e il giorno che non gli va di scrivere si mette a dettare. Ma allora, di che cosa è fatta la vita di un grande scrittore? Chiudersi in una cella, come fece Balzac a vent’anni, sedere allo scrittoio per conquistare il mondo: dimenticare Parigi, gli amici, la signora de Berny, e vivere con un’intensità da monomane. Il “brivido lungo la schiena”, che Nabokov ha cercato sempre, gli ha trasformato l’esistenza in un miscuglio di avvilimento ed esaltazione, una tortura e uno svago, duecento buone pagine l’anno, e la beatitudine di una frase, la commozione di un personaggio. La mia vita è la lotta fra l’impetuoso desiderio di scrivere e una serie di circostanze atte a impedirmelo, ha detto Fitzgerald dopo aver conosciuto Zelda. Indagine letteraria e mondana sulla lotta fra il desiderio e la volontà.
4 dicembre - Innamorarsi: le donne, il sesso e l’esaltante dolore dell’amore.
L’entrata in scena trionfale di Anna Karenina, con il piglio leggero di un film di Nora Ephron ma con quell’aura profetica che la rende drammatica: quanto ammiriamo, anzi amiamo la sfolgorante Anna, quanto vorremmo dirle di non alzare i suoi meravigliosi occhi grigi su Vronskij, e invece da molte pagine aspettiamo proprio quell’incontro, quell’esplosione di vitalità e di tragedia, e trepidiamo anche per lui che scende dal treno evitando di guardarla a lungo, come si fa con il sole. Tutti amano Anna Karenina, il mondo invece si divide fra chi disprezza e chi adora Emma Bovary, così volubile, carnale, frivola. La sua fine tragica verrà vendicata, molti anni dopo, da Daisy di Il grande Gatsby, la ragazza con la voce piena di soldi, la luce verde oltre la baia, vestita di bianco, che salta da una festa all’altra, da una decapottabile all’altra, e non andrà nemmeno al funerale di Gatsby. Con lei, dentro la malinconia struggente, Micòl Finzi Contini, in tenuta da tennis, così affascinante perché senza speranze, e quella scala a pioli appoggiata al muro del giardino che fa impazzire il protagonista del romanzo di Bassani. Donne vive, commoventi, ambigue, irrimediabilmente corrotte dalle moderne scuole miste, come Lolita di Nabokov. A loro i nostri amati scrittori hanno regalato il meglio, e soprattutto, che godimento, il peggio di sé.
11 dicembre - Scolpire il tempo: Proust e gli altri.
Si scrivono e si leggono romanzi per ingannare il tempo. Ma mica nel senso corrivo solitamente attribuito all’espressione. Anche se nessuno potrà negare che un ferragosto solitario voli via più lieve in compagnia di un romanzo, non è questo l’inganno che ci interessa. Bensì quello perpetrato a danno di noi comuni mortali dal tempo, al quale, da che mondo è mondo, opponiamo i non meno mendaci strumenti dell’arte e del racconto. I nemici in agguato, quelli da esorcizzare, sono sempre gli stessi: il tedio, l’oblio, la scomparsa ineluttabile di ciò che amiamo. La scoperta vertiginosa dello scrittore alle prime armi è la straordinaria flessibilità del tempo, la sua natura volubile e illusoria. Stendhal lavorò un paio di mesi su un libro che copre l’intera vita di un personaggio, Joyce ci mise anni a scrivere di un solo giorno, Broch ancor più per raccontare una notte. Del resto, anche al lettore piace crogiolarsi nelle poetiche ellissi che scandiscono le stagioni nei romanzi ottocenteschi: “Arrivò la primavera”, “Giunsero le prime piogge”, “Il Natale passò lieve, allegro e innevato come certi sogni dell’infanzia”. Per capirlo basta rivolgersi a Proust. Nessuno prima e dopo di lui ha saputo creare una sinfonia del tempo altrettanto amara e struggente.

venerdì 3 novembre 2017

TEATRO - Al Piccolo Eliseo di Roma dall'8 al 12 novembre: "Pugni di zolfo", rabbia di una infanzia negata.

Da mercoledì 8 novembre sino a domenica 12, il Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma ospita “Pugni di zolfo”, ispirato da una poesia di Ignazio Buttitta poeta di Bagheria,  scritto, diretto e recitato (in un siciliano comprensibilissimo) da Maurizio Lombardi. E’ la storia di Vincenzo Barrisi, un pugile che ha appena finito un match durissimo contro l’americano. Nel silenzio del suo spogliatoio fischietta una canzone, la ninna nanna di sua madre e ricorda, ritorna a quando era bambino nella sua Sicilia, un pugno di terra strappato al sole. La nonna, seduta sotto la veranda con lo sguardo lontano, fisso, verso le miniere di zolfo; la sua fuga da Picciriddu aiutato dalla mamma per sottrarsi alla discesa nell’inferno della zolfara dove i “carusi”, bambini di sette-otto anni, si spezzavano la schiena per portare in superficie lo zolfo, la nuova “ricchezza” della Sicilia di fine 800.
“Pugni di Zolfo” è semplicemente una storia che porta dentro di sé la rabbia di un’infanzia negata e diventa una fiaba quando racconta di due bambini che immaginano il mare, le acciughe, tirano i pugni e sognano l’amore che non hanno mai vissuto.
Nello spettacolo il corpo viene usato come strumento narrativo e la parola si fa vera, sanguigna, viscerale. La scena, scarna, viene riempita dall’attore, il quale interpreta più personaggi che trascinano lo spettatore in un viaggio all’interno di un budello di terra fatto di sangue e fatica.
Formatosi con Franco Di Francescantonio, con l’Arca Azzurra di Ugo Chiti e con l’attrice americana Ivana Chubbuck, Maurizio Lombardi è stato definito dalla stampa un autentico mattatore, fisico agile e sguardo alla Buster Keaton, attore comico e drammatico dallo stile anglosassone (La Repubblica) e ancora un attore versatile e di talento, particolarmente capace di tenere la scena da solo con grande trasporto emotivo del pubblico… un artista sensibile, appassionato, energico e vitale che riesce con la stessa naturalezza e forza a rappresentare la comicità o il dramma… il suo uso del corpo come strumento narrativo catturano tenacemente il pubblico trasportando lo spettatore nella dimensione della storia che di volta in volta racconta (Corriere Fiorentino).
La sua forza è il silenzio, la mimica, il linguaggio del corpo: “Uso il corpo per far ridere – racconta – ho sviluppato un personale studio sulla fisicità come strumento narrativo. Il mio è un umorismo che evita la macchietta, la barzelletta, la caricatura. Lo stile è anglosassone. Parlo dell’incomunicabilità che si ha proprio nell’era della comunicazione con internet, facebook, i cellulari. Mi diverto a mostrare il grottesco della moderna famiglia italiana, divisa tra problemi esistenziali e cultura televisiva. Mostro personaggi assurdi come padri immaturi e nonni che navigano su internet e sognano i reality show”.

Lo spettacolo, ospitato al Fringe Festival di Edimburgo nel 2013, ha una durata di 70 minuti per un unico biglietto a 20 euro.

INIZIATIVE - Gran successo nei Parchi Costa per halloween: Paura esorcizzata tra streghe, zombie e giudici delfini.

Monumenti, delfini, rapaci e squali abbinati a un “tocco” di horror hanno portato migliaia di persone ai parchi Italia in Miniatura, Oltremare Riccione e Acquario di Cattolica fra il 31 ottobre e il 1 novembre.
Nonostante una festività compressa a metà settimana, l’ottimo meteo e la prospettiva di vivere una giornata da brivido, i parchi sono stati presi d’assalto dalle famiglie.
A Oltremare, laboratori per bambini, un divertente show  dove gli spaventapasseri prendono vita, la magia della Laguna con i bimbi protagonisti di una sfilata curiosa che ha avuto nei delfini i giudici d’eccezione. Il verdetto? Un poderoso colpo di coda che ha decretato i due vincitori, oltre ad “annaffiare” buona parte della platea. A sorpresa sono comparse le streghe più “cattive” e iconiche di tutto l’universo delle fiabe:  Ursula, la Malvagia Strega dell’Ovest e Malefica hanno stuzzicato, divertito ed entusiasmato la platea.
A Italia in Miniatura grande successo per un’inedita Marcia degli Zombie, in collaborazione con ZombieNotDead,  trasformata in un animatissimo gioco a squadre lungo tutta l’Italia con gli inquietanti non morti inseguiti da centinaia di bambini armati di vaporizzatori a simboleggiare la “cura”. Paura esorcizzata e un parco miniature diventato teatro di una battaglia acquatica, con veri assedi e zombie costretti alla ritirata. Gran finale con il Musical Horror Show in Piazza Italia che ha fatto ballare grandi e piccini. A disposizione del pubblico c’erano sei truccatori professionisti – fra i quali la riminese campionessa mondiale  Arianna Barlini – che per tutta la giornata hanno truccato gratuitamente i partecipanti.
All’Acquario di Cattolica le “streghe” provenienti dalla Notte delle Streghe di San Giovanni in Marignano, hanno reso i percorsi antri misteriosi nei quali le creature del mare hanno giocato un ruolo chiave diventando o mostri marini o fatate creature degli abissi, secondo la fantasia dei visitatori.
Nel mese di novembre, i parchi mettono da parte eventi e attrazioni per inaugurare l’esercizio invernale: per Italia in Miniatura apertura il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 16.30, per  l’Acquario di Cattolica, apertura la sola domenica dalle 10 alle 18, mentre Oltremare, chiuso per tutto novembre, riaprirà in occasione del Ponte dell’Immacolata.
Per ulteriori informazioni, www.italiainminiatura.com, www.acquariodicattolica.it, www.oltremare.org.

INIZIATIVE - Progetto AgriCity: inaugurato l'AgriOrto del Narciso.

Con l'evento denominato 'AgriFest', andato in scena a Rocca Priora (in provincia di Roma), è calato il sipario sul progetto AgriCity, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio nell'ambito del programma volto a sostenere iniziative idonee a valorizzare sul piano culturale, sportivo, sociale ed economico la collettività regionale.
La manifestazione, svoltasi in collaborazione con il Centro Socio Culturale Narciso 2.0 e con la Cooperativa Sociale "Vivere Insieme", è stata la naturale conclusione di un percorso che, cominciato circa due mesi fa, ha visto coinvolti, oltre all'Amministrazione comunale, anche associazioni, pro loco e bambini, tutti uniti nella realizzazione del progetto con iniziative che hanno messo al centro un complesso sistema di fattori: vegetazione, alimentazione, ristorazione, didattica e socializzazione. Un'intera comunità , dunque, chiamata ad agire per valorizzare e promuovere il proprio territorio. Nello specifico, è stato inaugurato con la semina l'AgriOrto del Narciso, uno spazio dedicato alla coltivazione che resterà a disposizione di tutte le associazioni. Un altro orto è stato progettato e delimitato a Colle di Fuori, nella Scuola dei Contadini, grazie alla collaborazione con la Pro Loco locale.
AgriFest ha offerto la possibilità  di realizzare laboratori di riciclo e del riuso, con spazi per l'esposizione dei lavori prodotti durante i laboratori didattici e tanti giochi destinati ai più piccoli.
"Siamo stati molto felici di collaborare a questo progetto - racconta il Presidente del Tavolo di Coordinamento Giovanni Roberti - AgriCity è stato un percorso divertente ed educativo, che ha consentito ad adulti e bambini di riavvicinarsi alle tematiche dell'educazione ambientale e dell'agricoltura sostenibile".
La giornata, proseguita con un AgriPranzo a cura delle Associazioni Dinamica, AVIS, ASLAN, Il Refuso, della Cooperativa Vivere Insieme e della Pro Loco di Colle di Fuori, è terminata con una proiezione cinematografica.

lunedì 30 ottobre 2017

INIZIATIVE - Successo del test pilota "Cammino delle terre ospitali".

Una due-giorni che ha offerto certezze ed indicazioni preziose per la proposta turistica "Cammino delle Terre Ospitali: dall'antica Tusculum alla Regina Viarium", un percorso esperienziale tra siti storico-naturalistici ed interazioni enogastronomiche che ora ha solo bisogno di essere realizzata. Il test pilota, organizzato nell'ambito del progetto "Li.W.E. - Living, Walking, Eating Castelli Romani", premiato dalla Regione Lazio nell'ambito dell'avviso pubblico "Borghi del Lazio", ha avuto la sua partenza ufficiale da Rocca di Papa, "Città del Castagno", con salita alla Fortezza medievale alla presenza dell'Assessore alla cultura Pierpaolo Montalto e del Consigliere delegato al percorso dei Murales, Bruno Fondi, oltre a Maria Grazia Toppi, progettista dell'agenzia "Metaservizi", e all'architetto paesaggista Giuliano Morelli. Poi, imbocco della Via Sacra e passeggiata panoramica sul sentiero delle Terre Ospitali, con sosta ai Pratoni del Vivaro prima di raggiungere il centro storico di Rocca Priora, "Città del Panorama e del Paesaggio". “La valorizzazione del territorio a fini turistici è una priorità delle nostre amministrazioni - ha detto il Sindaco di Rocca Priora e Presidente della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, Damiano Pucci - Negli anni è sempre cresciuta questa grande consapevolezza che il fare rete e squadra attorno alle politiche di valorizzazione turistica sia la carta vincente per avere l’ambizione di costituire un vero e proprio distretto turistico riconosciuto a livello nazionale. Il progetto 'Living, Walking, Eating Castelli Romani', all’interno dell’iniziativa più ampia dei Borghi del Lazio, promosso dalla Regione Lazio, è incardinato in questa direzione. Uno dei punti di forza del nostro progetto è stato quello di aver costruito un partnerariato davvero solido. Oltre ai nostri tre Comuni partecipano istituzioni sovracomunali come Comunità Montana, Parco dei Castelli Romani e Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani che coinvolgono un po’ tutto il territorio". Secondo giorno di 'tour' da Rocca Priora alla volta di Monte Porzio Catone, sempre sul sentiero delle Terre Ospitali. Visita nel centro storico della "Città del Calendario Gregoriano" e degustazione enogastronomica con un testimonial d'eccezione, l'ex campione di ciclismo Gigi Sgarbozza, che ha sottolineato come l'iniziativa sia importantissima "per il rilancio del turismo tra i borghi dei Castelli Romani". Il pacchetto turistico, realizzato dal tour operator e partner Ale Viaggi e comprensivo dei Comuni di Frascati, Monte Porzio Catone, Rocca Priora, Rocca di Papa, Castel Gandolfo, Marino, Ciampino e Roma, con un percorso tra Terre Ospitali, Via Francigena del Sud e Via Appia Antica, verrà presentato il prossimo 24 novembre presso la Biblioteca comunale di Rocca Priora nell'ambito dell'evento conclusivo del progetto dal titolo "Rocca Priora, Città del Paesaggio e del Panorama - Strumenti di promozione e valorizzazione turistica", dove nell'occasione sarà proiettato un video del progetto pilota.

venerdì 27 ottobre 2017

INIZIATIVE - Progetto "Artainment@school": La Cappella Sistina, uno show nello show per i ragazzi.

Artainment Worldwide Shows in collaborazione con Fondazione Bracco e d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio ha presentato l’innovativo progetto ARTAINMENT@SCHOOL, dedicato, a partire dall’anno scolastico 2017/2018, alle scuole di ogni ordine e grado della regione Lazio. Il progetto nasce per permettere ai ragazzi di conoscere le meraviglie della Cappella Sistina attraverso la visione dello spettacolo “Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel”, la partecipazione a un percorso didattico col proprio docente e una rielaborazione progettuale in classe.
Lo spettacolo “Giudizio Universale”, parte integrante del progetto di formazione, debutterà il 15 marzo 2018 all’Auditorium Conciliazione di Roma. Ideato da Marco Balich, Direttore Artistico e creatore di Cerimonie Olimpiche, lo show si avvale della consulenza scientifica dei Musei Vaticani, garanzia di rigore filologico e storico, della collaborazione di Sting, autore del tema originale, e della supervisione teatrale di Gabriele Vacis, figura di riferimento del panorama culturale italiano. Lo show è il primo esempio di un nuovo tipo di spettacolo che unisce il racconto della genesi di un capolavoro agli strumenti tecnologici più sofisticati e ai codici emotivi e coinvolgenti dell’intrattenimento dal vivo, restituendo all’arte la sua dimensione narrativa.
 Il progetto ARTAINMENT@SCHOOL nasce quindi per accompagnare i ragazzi, con il supporto dei docenti, nella visione dello spettacolo, fornendo gli strumenti necessari ad un approfondimento educativo e didattico. Per l’anno scolastico 2017/2108 è rivolto agli studenti di età compresa tra gli 8 e i 19 anni degli Istituti di ogni ordine e grado della regione Lazio.
 “Promuovere la cultura italiana ed educare al bello le nuove generazioni è uno degli obiettivi della nostra Fondazione” affermaDiana Bracco, Presidente della Fondazione Bracco. “D’altronde conservare e promuovere il nostro patrimonio è quasi un dovere civico per noi italiani, che abbiamo avuto la fortuna di nascere nel Paese più ricco di opere d’arte al mondo disseminate in uno scenario naturale tra i più vari che esistano. Il ruolo giocato dall’educazione e dalla formazione dei giovani resta alla base di qualunque intento pedagogico, perché l’amore per il bello deve essere suscitato fin dall’infanzia. Quest’iniziativa ha incontrato il favore del Ministro Valeria Fedeli e, dopo l’esperienza iniziale con le scuole del Lazio, sarà riproposta a livello nazionale per offrire alle scuole di tutta Italia in visita a Roma l’opportunità di vivere questa esperienza unica”.
Marco Balich, ideatore del progetto: “Dopo aver diretto molte Cerimonie Olimpiche sono orgoglioso di creare uno show nella nostra bellissima Italia. Questo è un progetto che mira a coinvolgere ed emozionare le nuove generazioni con i capolavori del nostro patrimonio artistico. Vogliamo rendere i giovani fieri e consapevoli di chi siamo e da dove veniamo. Vogliamo che si avvicinino anche al mondo degli spettacoli e possano scoprire le numerose figure professionali che rendono possibile uno show di queste dimensioni”.
Il progetto ARTAINMENT@SCHOOL prevede tre fasi:
-       Teorica: attività didattiche e di approfondimento da svolgere in classe a cura del docente con i contenuti messi adisposizione nel portale www.giudiziouniversale.com.
-       Esperienziale: visione dello spettacolo “Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel” e visita alDigital Corner presso l’Auditorium Conciliazione di Roma.

-       Pratica: produzione di un elaborato che i partecipanti potranno realizzare grazie all’Art Kit pensato da F.I.L.A. - Fabbrica Italiana Lapis ed Affini e donato al termine dello spettacolo. Tutti i progetti realizzati potranno essere inviati in formato digitale e verranno pubblicati sul portale web e nel Digital Corner.

martedì 24 ottobre 2017

MUSICA - Al Teatro Eliseo di Roma lunedì 30 ottobre ore 21, Salvatore Accardo e la fondazione Orchestra da Camera Italiana: Il sogno di un violino.

La stagione concertistica dell'Eliseo di Via Nazionale in Roma apre i battenti lunedì 30 ottobre (prezzi da 14 a 25 euro) con un esempio unico al mondo di orchestra d’archi in cui i componenti discendono tutti dalla stessa scuola per raggiungere un’unità espressiva, tecnica e stilistica senza pari: l’Orchestra da Camera Italiana che, sin dalla sua fondazione, si è esibita con grandissimo successo in tutto il mondo. Quattro i concerti del progetto realizzato da Salvatore Accardo insieme al Teatro Eliseo di Roma e rivolto ai giovani musicisti. Il grande violinista ha inserito nove giovani musicisti - selezionati tra i più meritevoli allievi che frequentano i suoi corsi gratuiti tenuti presso la prestigiosa Accademia Walter Stauffer di Cremona – che si sono aggiudicati una borsa di studio e la possibilità di esibirsi sotto la sua guida. I concerti serali, che si tengono il lunedì presso il Teatro Eliseo, saranno preceduti da una matinèe dedicata alle scuole, per avvicinare anche i più giovani a un genere musicale a loro non facilmente accessibile. Durante questi incontri, Accardo coinvolgerà gli studenti in conversazioni incentrate sugli aspetti più interessanti del far musica insieme e sulle caratteristiche dei brani eseguiti, accompagnandoli così alla scoperta dei segreti che si celano dietro una esecuzione musicale di altissimo livello. Ecco il Programma.
Lunedì 30 ottobre 2017 - A tutto Vivaldi. Il primo concerto è interamente dedicato alla musica del grande compositore veneziano. Verranno eseguiti brani che prevedono la partecipazione solistica di alcuni ragazzi vincitori delle borse di studio. Le celeberrime Quattro Stagioni saranno affidate al violino del Maestro. La grande tradizione interpretativa italiana, della quale Accardo è uno dei più autorevoli rappresentanti, viene posta in luce ed esaltata dall’esecuzione di questi brani universalmente noti, ma la cui esecuzione svela ogni volta affascinanti e inediti particolari. Antonio Vivaldi (1678 – 1741) Concerto per quattro violini in Re op. 3 n. 1 Allegro / Largo spiccato / Allegro Solisti: Anastasiya Petryshak, Rebecca Raimondi, Riccardo Zamuner, Federica Severini Concerto in Si Minore per quattro violini, violoncello, archi e basso continuo op.3 n.10, RV 580 Allegro / Largo. Larghetto. Largo / Allegro Solisti: Laura Gorna, Chrystelle Catalano, Vincenzo Meriani, Irenè Fiorito Direttore: Salvatore Accardo Le quattro stagioni Primavera Allegro / Largo / Allegro Estate Allegro non molto / Adagio / Presto Autunno Allegro / Adagio molto / Allegro Inverno Allegro non molto / Largo / Allegro Direttore e Solista: Salvatore Accardo.
Lunedì 13 novembre 2017 - Bach versus Piazzolla. Il concerto apre un interessante confronto tra la complessità dell’armonia e del contrappunto di Bach e il linguaggio inconfondibile del Nuevo Tango di Astor Piazzolla – che Accardo ha conosciuto a Buenos Aires ed è dedicatario di alcuni brani da lui composti. Il severo tessuto musicale di Bach e le malinconie portene di Piazzolla: due linguaggi solo apparentemente incompatibili. Il loro accostamento rivela sottili corrispondenze fra le trame labirintiche delle voci di Bach e la formazione classica del compositore argentino, che riveste le tradizionali atmosfere del tango di armonie enigmatiche e impasti timbrici raffinati. Johann Sebastian Bach (1685 – 1750), Concerto in La Minore per violini, archi e basso continuo BWV 1041 Allegro moderato / Andante / Allegro assai Solista: Salvatore Accardo Concerto in Re minore per due violini, archi e basso continuo BWV 1043 Vivace / Largo ma non tanto / Allegro Solisti: Salvatore Accardo, Laura Gorna Astor Piazzolla (1921 – 1992), Recordando Suite per orchestra d'archi Solista: Laura Gorna Adios Nonino (Trascrizione F. Fiore) Solista: Salvatore Accardo Pianoforte: Laura Manzini Verano Porteno (Trascrizione F. Fiore) Solista: Salvatore Accardo Direttore: Salvatore Accardo. Lunedì 11 dicembre 2017 - Sulle ali del canto - Italia e Russia Il concerto accosta capolavori di Niccolò Paganini e Petr Ilic Tchaikovski al Canto della Fabbrica di Francesco Fiore, eclettico musicista e compositore romano, membro del Quartetto Accardo, prima viola dell’OCI fin dai tempi della sua fondazione, storico trascrittore di brani per Salvatore Accardo e l’OCI e per altre importanti compagini orchestrali. Fil rouge di questo programma è il canto inteso come bisogno primordiale dell’uomo, catartico e liberatorio. Il canto funambolico del violino di Paganini, il Canto della fabbrica di Fiore - commissionato dalla Fondazione Pirelli, concepito per il violino di Salvatore Accardo e a lui dedicato, ha come linea ispiratrice la vita, i suoni, i ritmi della fabbrica Pirelli di Settimo Torinese - e infine la Serenata per archi di Tchaikovski in cui il canto, insieme al virtuosismo, coinvolge tutto l’ensemble, in un fuoco d’artificio di melodie e ritmi della grande tradizione russa. Francesco Fiore (1967), Il canto della fabbrica Niccolò Paganini (1782 – 1840), dal Concerto n. 2 in Si Minore “La Campanella" Petr Ilic Tchaikovski (1840 – 1893), Serenata per archi in Do maggiore op.48 Pezzo in forma di Sonatina. Andante non troppo / Valse. Tempo di valse. Moderato / Elegia. Larghetto elegiaco / Finale. Tema russo. Andante Direttore e Solista: Salvatore Accardo.
Lunedì 15 gennaio 2017 - W l’Italia L’ultimo dei quattro concerti vuole essere una celebrazione del tricolore musicale di epoche differenti attraverso tre musicisti rappresentativi dei vari periodi storici: Niccolò Paganini, che nel Carnevale di Venezia tratta il violino al pari di un soprano in un’opera; Giuseppe Verdi, con il Quartetto in mi minore nella versione orchestrale, unica composizione da camera del grande musicista, raffinatissima e carica di melodramma; Silvia Colasanti, affermata compositrice che ha recentemente ricevuto il premio European Composer Award a Berlino, con Capriccio a due. Il brano, dedicato a Salvatore Accardo e Laura Gorna, propone un dialogo serrato tra i due solisti, alternando momenti distesi ad altri di forte contrasto e creando un clima di grande libertà formale ed espressiva. Silvia Colasanti (1975), Capriccio a due Solisti: Salvatore Accardo, Laura Gorna Niccolò Paganini (1782 – 1840), Variazioni sul Carnevale di Venezia Giuseppe Verdi (1813 – 1901), Quartetto in Mi Minore nella versione orchestrale Allegro / Andantino / Prestissimo / Scherzo Fuga. Allegro assai mosso Direttore: Salvatore Accardo.
 Salvatore Accardo, che insieme a Bruno Giuranna, Rocco Filippini e Franco Petracchi ha istituito nel 1986 i corsi di alto perfezionamento per strumenti ad arco presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona, nel 1996 ha fondato l’Orchestra da Camera Italiana, formata dai migliori allievi ed ex allievi dell’Accademia stessa. L’inserimento, all’interno dell’organico, dei nove ragazzi, costituisce una crescita non solo per i beneficiari della borsa di studio, ma per l’Orchestra stessa che identifica nell’incontro e nello scambio attivo con le nuove generazioni la sua linfa di vita e ne fa la sua missione. L’Orchestra, di cui Accardo è direttore e solista, si è esibita presso le più importanti istituzioni musicali ed è stata ospitata da prestigiosi festival in tutto il mondo. Ha effettuato tournèe in Cina, Giappone, Vietnam, Corea, negli Stati Uniti, in Brasile, Cile, Uruguay, Argentina dove ha ricevuto dall’Associazione Critici Musicali il premio come Migliore Complesso da Camera Straniero. In occasione del 50° Anniversario della firma della Costituzione Italiana ha inaugurato e proseguito per anni la tradizione concertistica nell’Aula del Senato. L’Orchestra da Camera Italiana ha inciso per Warner Fonit, EMI Classics e Foné.

lunedì 23 ottobre 2017

INIZIATIVE - Adesso è ufficiale: Monte Porzio Catone Città del Calendario Gregoriano.

Monte Porzio Catone è ufficialmente la Città del Calendario Gregoriano. Lo ha deciso, con un voto unanime, il Consiglio Comunale straordinario della città castellana, che ha voluto così celebrare una delle ricorrenze storiche più significative della storia moderna: l'introduzione, nel 1582, del nuovo calendario per volere di Papa Gregorio XIII. Fu proprio nella splendida Villa Mondragone, infatti, che Papa Gregorio XIII introdusse, in virtù della bolla papale del 24 febbraio 1582 dal titolo "Inter gravissimas" ("Tra le cose gravissime"), un nuovo e più preciso calendario, con le misurazioni dell'astronomo Niccolò Copernico, pubblicate nel 1543, che sostituì il Calendario Giuliano. Venne alla luce, così, il Calendario Gregoriano, tuttora il più diffuso nella maggior parte del mondo, che entrò in vigore il 15 ottobre 1582. Per superare lo sfasamento con il Calendario Giuliano, fu stabilito che al giorno 4 ottobre 1582 doveva seguire direttamente il giorno 15 ottobre; una 'operazione' che, di fatto, cancellò dieci giorni. "E' un momento importantissimo per la Città di Monte Porzio Catone e per tutto il territorio - ha detto il Sindaco Emanuele Pucci - Siamo orgogliosi di questo evento, che ha un peso a livello mondiale. E' fondamentale continuare il percorso di valorizzazione del territorio che va oltre la nostra città. Dobbiamo proiettarci verso il futuro". "Monte Porzio Catone, dopo quella del vino e dell'arte, acquisisce la denominazione di Città del Calendario Gregoriano, ulteriore occasione per promuovere il turismo - ha spiegato l'Assessore alla Cultura, Gianluca Minucci - Insieme possiamo affrontare e vincere nuove sfide, implementando l'offerta per i visitatori. Anche per questo motivo abbiamo aderito all'Avviso Pubblico dell'Agenzia Regionale per il Turismo, per la valorizzazione e promozione dei Borghi del Lazio". Nell'occasione si è tenuto anche il Convegno "Monte Porzio Catone, la Città del Calendario: il Borgo dove è cambiato il tempo". Presente, nonostante gli impegni congressuali, Daniele Leodori, Presidente del Consiglio regionale del Lazio. Sono intervenuti anche Sandro Caracci, Presidente del Parco dei Castelli Romani, e Paolo Gatta Consigliere del Comune di Rocca di Papa, partner del progetto. Massimo Giannini, Direttore di Villa Mondragone, cui hanno fatto eco il Sindaco Pucci ed il professor Renato Santia, moderatore del convegno, ha posto l'accento sulla necessità di una collaborazione unitaria per il territorio e di continuare oltre le azioni progettuali, superando così la cultura municipalistica. Maria Grazia Toppi, progettista dell'agenzia "Metaservizi", ha illustrato il progetto vincitore, soffermandosi sulla necessità di aggregarsi in partenariati forti con gli altri enti per aumentare le possibilità di vittoria dei bandi, oltre all'ottimizzazione delle risorse. L'archeologo Massimiliano Valenti ha illustrato le enormi potenzialità storico-archeologiche di Monte Porzio Catone e del territorio limitrofo che, adeguatamente promosse, possono diventare un grande volano turistico. Vincenzo Testa, ricercatore astronomo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) - Osservatorio Astronomico di Roma, è infine entrato nel dettaglio storico-scientifico della riforma del calendario sottolineando come, a differenza delle tante città del vino e d'arte presenti in Italia, Monte Porzio Catone sia invece l'unica Città del Calendario. L'evento è proseguito con l'esibizione musicale dell'Accademia Vivarum Novum, con le degustazioni a cura di Slow Food, condotta Frascati e Terre Tuscolane e della Cantina Casal Pilozzo, di proprietà della famiglia Pulcini, per concludersi con la visita guidata alla splendida Villa Mondragone a cura dell'Associazione Manacubba.

TEATRO - Al Piccolo Eliseo di Roma parte il 30 ottobre la XIX edizione: Flautissimo, il mare unisce i paesi che separa.

Sarà Massimo Popolizio, accompagnato dalle musiche del pluristrumentista Stefano Saletti e la voce di Barbara Eramo, a inaugurare il 30 ottobre al Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma (fino al 7 dicembre pv), il festival Flautissimo, manifestazione che da quasi vent’anni si muove al di là dei consueti confini musicali e si apre a progetti multidisciplinari con incursioni nel teatro, nel melologo, nella video arte, nel fumetto d’autore. Nella serata d’apertura, la potenza della scrittura di un grande testo classico rivive nella voce e nell’interpretazione di Massimo Popolizio, impreziosita dal vivo dalle composizione scritte appositamente per lo spettacolo. Pluripremiato gigante della scena, figura tra le più importanti del panorama teatrale (attore ronconiano per eccellenza, indimenticabile protagonista di spettacoli fondamentali) e cinematografico (tra gli altri, memorabili i suoi personaggi ne Il Divo e in Romanzo Criminale), Popolizio si confronta con i grandi classici, ripercorrendo la tradizione orale dell’epos. L’inganno del cavallo di legno con cui i Greci espugnano, dopo dieci anni di assedio, la città di Troia, apre il secondo libro dell’Eneide, considerato un capolavoro assoluto per la sua struttura e per la sua forza tragica. È l’inizio di un lungo cammino per mare che permetterà fortuna altrove. Enea vive la violenza della guerra, la fuga per mare, la ricerca di una nuova terra, la stessa disperazione di milioni di persone che oggi iniziano un lungo viaggio per la sopravvivenza. Organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto con la direzione artistica di Stefano Cioffi, in venti tappe Flautissimo condurrà il pubblico fino al 7 dicembrein un viaggio inedito e originale in vari spazi della città accompagnato da alcuni tra i più grandi artisti italiani e internazionali. Tra i protagonisti di questa edizione: Roberto Herlitzka, Peppe Servillo, Moni Ovadia, Galatea Ranzi, Rita Petruccioli, Luigi Marinaro, Gabriele Coen, Giovanni SenecaKlezroym, Banda Ikona, Alja Velkaverh, Julien Beaudiment, Mario Caroli, Michael Kofler, Juliette Hurel, Jacques Zoon.  Nato come appuntamento cameristico nel 1991, il festival è divenuto nel corso delle ultime edizioni una manifestazione in cui il nucleo di concerti si è circondato di nuovi eventi, affiancando la musica (non solo classica, ma anche world e jazz) ad un’offerta di spettacolo innovativa e multidisciplinare, che ancora una volta, grazie a musiche e testi dal valore universale, conduce il pubblico in vari spazi della città. Dopo il Piccolo Eliseo, il festival proseguirà quest’anno al Teatro Palladium, al Teatro Vascello, a Centrale Preneste e alla Biblioteca Vaccheria Nardi. “Il mare unisce i paesi che separa”, il sottotitolo di questa diciannovesima edizione di Flautissimo, è una frase del poeta inglese Alexander Pope (1688-1744) celebre per il suo importante lavoro di traduzione dell'opera di Omero. Spiega il direttore artistico Massimo Cioffi: "Il mare è un confine diverso, ancora oggi. Le linee separano, le acque uniscono. Ma l’unione non sempre è inclusione e tolleranza, quest’acqua ha scatenato odii per millenni, odio per la difficoltà di accettare un altro credo, odio per il dominio geografico, odio per il potere politico. Il nostro è un diario di bordo per raccontare un nuovo mare in cui solidarietà e accoglienza trovino asilo come vogliono gli usi millenari della navigazione. Salpiamo allora! Iniziando dalla guerra di Troia che ha generato il viaggio di Enea, un’erranza tra le acque del Mediterraneo alla ricerca di una casa, con la consapevolezza che abitare luoghi diversi può generare un nuovo dialogo tra le culture di questo Mare. E dalle ceneri di Troia abbiamo costruito un cartellone originale e appassionante navigando senza confini, senza pregiudizi, per avvicinare e conoscere l’altro diverso da sé." Prezzo intero 15 euro, ridotto 12.

sabato 21 ottobre 2017

RUGBY- Nazionale in ritiro in vista di Fiji, Argentina e Sudafrica: Italia in cerca di conferme.

In vista del Six Nations 2018 ecco profilarsi all’orizzonte il novembre dei tre test match azzurri. L’Italrugby affronterà le Fiji sabato 11 novembre allo Stadio “Angelo Massimino” di Catania, i Pumas argentini sabato 18 novembre allo Stadio “Artemio Franchi” di Firenze e gli Springboks sudafricani allo Stadio “Euganeo” di Padova sabato 25 novembre.
A tal pro, la Nazionale si raduna a Parma da oggi, domenica 22 ottobre, sino a mercoledì 25, e a Treviso da domenica 29 ottobre a mercoledì 1 novembre: la rosa degli azzurri verrà ridotta a trentuno atleti a conclusione del raduno di Treviso, in preparazione al match debutto stagionale. Sono ventidue gli atleti confermati dal CT nel gruppo protagonista del tour estivo nell’Emisfero Sud, con il rientro di due veterani come capitan Sergio Parisse – recordman di presenze con 126 caps –e del tallonatore Leonardo Ghiraldini, il più presente numero due della storia azzurra con 86 presenze. Fuori per infortunio ci sono l’apertura Tommaso Allan, l’ala Michele Campagnaro, Luca Morisi e Sami Panico. Cinque gli esordienti convocati, tre dei quali alla prima convocazione assoluta: già aggregati alla Nazionale in passato l’estremo Matteo Minozzi (classe ’96) ed il mediano d’apertura irlandese Ian McKinley, conquistano invece la prima chiamata assoluta in azzurro il trequarti neozelandese della Benetton Rugby Jayden Hayward e le due giovani terze linee Renato Giammarioli e Giovanni Licata. Proprio quest’ultimo, nato il 18 febbraio del 1997, è il più giovane convocato e l’unico proveniente dal Campionato Italiano d’Eccellenza, dove ancora non ha debuttato con le Fiamme Oro Rugby avendo preso parte alla prima fase di stagione nel Guinness PRO14 come permit player delle Zebre Rugby Club.
Questa convocazione – ha dichiarato il CT dell’Italia, Conor O’Shea – è stata senza dubbio la più difficile ed eccitante da completare. Nonostante gli infortuni, c’è stato tra gli allenatori un grande dibattito su molteplici posizioni. La qualità del lavoro che si sta portando avanti sia alla Benetton che alle Zebre, e più in generale ad ogni livello del gioco, sta iniziando ad avere un reale impatto sulla qualità e sulla profondità degli atleti a nostra disposizione e questo aspetto non farà che migliorare negli anni a venire”.
Siamo persone con i piedi per terra – ha aggiunto O’Shea – e conosciamo bene la difficoltà delle sfide che ci aspettano, ma siamo anche consapevoli del fatto che stiamo compiendo progressi significativi verso il nostro obiettivo di tornare ad essere una squadra estremamente competitiva sul palcoscenico internazionale”.
La nostra prossima sfida sono i test match di novembre – ha proseguito il CT dell’Italia – e crediamo che grazie al miglioramento del nostro livello di fitness, che non è ancora nemmeno vicino a quello che possiamo raggiungere come gruppo, e con l’accresciuta fiducia che i giocatori hanno dalle prestazioni nei propri Club, potremo fare un nuovo passo avanti nel nostro cammino. Fiji, Argentina e Sudafrica sono tutte davanti a noi nel ranking internazionale ma sappiamo che avremo le possibilità per vincere queste partite. Dovremo essere sicuri di poterle cogliere quando arriveranno”.

Andrea Curti

giovedì 19 ottobre 2017

INIZIATIVE - Scattata l'operazione Halloween ai Parchi Costa della Riviera: Zucche, zombie e horror show, a voi il divertimento.

A “Italia in Miniatura” di Rimini è già partita l’operazione Halloween con zucche, zombie e Horror Show. Il parco tematico di Rimini diventa un enorme campo di zucche dal quale spuntano portali stregati, ragni giganti, cimiteri e altri inquietanti dettagli. Ogni domenica (15, 22, 29) e martedì 31 ottobre arrivano i laboratori di intaglio delle zucche dedicati ai piccoli, dalle 14.30 alle 15.30. I laboratori sono gratuiti ma i posti sono limitati: occorre iscriversi all’ufficio informazioni del parco il giorno della visita. Alle 15.35 dei giorni di apertura va in scena il nuovo Musical Horror Show: un misterioso cantastorie ci accompagna fra le pagine dei racconti da brivido verso un finale tutto da scoprire! Interamente cantato e recitato dal vivo, lo spettacolo è prodotto da Italia in Miniatura con regia e coreografie di Elena Ronchetti.
1 novembre: Marcia degli Zombie – Che sarà dell’Italia, attaccata da un terribile virus che si propaga per tutte le città: riusciranno gli abitanti della Penisola a salvarsi o dovranno soccombere al contagio? La Marcia degli Zombie diventa un grande gioco collettivo per grandi e piccini e, per divertirsi di più, dalle 11.30 ci saranno ben sei truccatori professionisti gratuitamente a disposizione del pubblico e una vera Zombie-school, per imparare vivere da non-morto… con stile!
Italia in Miniatura è aperta il 14-15, 21-22 ottobre e dal 28 ottobre al 2 novembre, dalle 9.30 alle 16.30 (1 novembre: 9.30-17.30)
A Oltremare: Il regno degli Spaventapasseri e Happy Halloween Show in Laguna.
Il parco di Riccione dedica il mese di ottobre e il tema di Halloween ai curiosi omini di paglia, protagonisti delle scenografie e dei laboratori gratuiti “Crea il tuo spaventapasseri”, il 15, 22, 29, 31 ottobre e 1 novembre.  I bimbi potranno realizzare un baby-spaventapasseri da portare a casa mentre tutti potranno partecipare alla gara a squadre per costruire un vero uomo di paglia che poi verrà fieramente esposto accanto ai tanti, frutto della collaborazione con il Festival Internazionale degli Spaventapasseri di Frontino (PU), che tutti potranno ammirare nel parco.  Alle 11.45 e alle 17, debutta in laguna “Delfini, lo spettacolo della natura” il nuovo appuntamento a tema con i delfini con musiche suonate dal vivo!
1 novembre: Happy Halloween Show – una sfida da brivido in laguna dove, oltre ai laboratori e allo spettacolo, alle 16.45 ci sarà la sfilata a tema per i bambini, osservati da una giuria molto speciale (un indizio: i giudici hanno le pinne e… sono molto simpatici!)
Oltremare è aperto il 15, 22 e dal 28 ottobre al 2/11, dalle 10 alle 18.
All’Acquario di Cattolica: Streghe, squali, serpenti e murene nel labirinto. Chi ha il coraggio di passare attraverso la bocca dello squalo? E chi osa infilare la mano nelle nuove mystery-box del percorso Blu?  E’ una Halloween lunga e tenebrosa quella dell’Acquario di Cattolica che apre le porte - anzi, le “fauci” al pubblico ogni sabato e domenica, dal 14 ottobre e tutti i giorni dal 28 ottobre al 2 novembre.
Percorsi emozionanti e tematizzati da zucche, fantasmi, alambicchi e paioli giganti dove ammirare le 3.000 creature marine e terrestri ospiti.  Un terrificante faccia a faccia con le gigantesche bocche dei grandi squali toro o con quelle dai denti aguzzi di piranha e murene che sbucano dai relitti. Le inquietanti stelle marine, che possono rigenerare un braccio tagliato, le eteree meduse che sembrano spettri del mare, i caimani immobili e predatori: l’Acquario di Cattolica diventa un labirinto vestito a tema in collaborazione con “la Notte delle Streghe” di San Giovanni in Marignano.
Se tutto è troppo spaventoso, ci sono sempre loro: i velocissimi pinguini di Humboldt e le irresistibili lontre orientali che con il loro rincorrersi, giocare e tuffarsi sono le beniamine dei bambini! Per tutti, grandi e piccini, c’è la possibilità di assistere alla cibatura di squali, pinguini, lontre e trigoni viola: uno dei momenti più interessanti e interattivi della visita.
L’Acquario di Cattolica è aperto il 14-15, 21-22 ottobre e dal 28 ottobre al 2 novembre, dalle 9.30 alle 16.30 (orario biglietterie).

I programmi dettagliati sono sui siti web dei singoli parchi: www.italiainminiatura.com,www.oltremare.orgwww.acquariodicattolica.it

TEATRO - Parte il progetto "Eliseo Off": "A scatola chiusa", andante contabile con slancio.

Scocca l’ora di “Eliseo Off”. Dal 27 ottobre al 13 novembre il Foyer di II° balconata del Teatro Eliseo di Via Nazionale in Roma ospiterà il primo spettacolo di questo progetto culturale, che tende al rinnovamento e alla scoperta di un nuovo repertorio autoriale teatrale, valorizzando le potenzialità dei testi, gli spazi scenici, gli autori, le produzioni e il pubblico partecipante.

“A scatola chiusa” di Chiara Cardea e Mariza Petrovic, è un “andante cantabile con slancio”, un excursus tragicomico sullo stile inteso come ricerca del modo di stare al mondo. Le due protagoniste vivono da tempo in una scatola dimenandosi come "criceti". Stimolate e ispirate dai loro idoli - Pasolini, Guccini, Montale, Maria Callas – le due protagoniste trascorrono le giornate curando se stesse e disquisendo su questo fatidico modo di stare al mondo in un circolo vizioso che pare non avere fine. È uno spazio asfittico. L'asfissia sarà il motore che permette alle due di arrischiarsi ad uscire nel mondo. Costo del biglietto 7 euro.

mercoledì 11 ottobre 2017

INIZIATIVE - Sabato 21 ottobre l'ufficialità: Monte Porzio Catone è la città del Calendario.

Monte Porzio Catone diventa ufficialmente la Città del Calendario. Accadrà sabato 21 ottobre, giorno in cui si terrà nella rinomata località castellana un Consiglio Comunale straordinario per ricordare uno di quegli accadimenti che hanno lasciato un segno indelebile nella civiltà moderna: l'introduzione, nel 1582, del nuovo calendario per volere di Papa Gregorio XIII.
Per celebrare la storica ricorrenza, a partire dalle ore 16.00, si svolgerà, nella Sala degli Svizzeri di Villa Mondragone (via Frascati, n. 51), l'evento "Monte Porzio Catone Città del Calendario - Il borgo dove è cambiato il tempo", organizzato dal Comune di Monte Porzio Catone e realizzato, con il contributo della Regione Lazio, nell'ambito del bando del progetto dei "Borghi del Lazio - Li. W. E. Living, Walking, Eating Castelli Romani", che prevede la partecipazione anche dei Comuni di Rocca Priora e Rocca di Papa.
La manifestazione, aperta a tutti, si terrà in collaborazione con l'Osservatorio Astronomico di Monte Porzio Catone e la Condotta Slow Food Frascati e Terre Tuscolane.
Previsti, dopo i saluti di rito di Massimo Giannini, Direttore di Villa Mondragone, e di Emanuele Pucci, Sindaco di Monte Porzio Catone, gli interventi di tre relatori d'eccezione, moderati dal professor Renato Santia: Maria Grazia Toppi, progettista dell'agenzia "Metaservizi", presenterà il progetto vincitore dell'avviso pubblico "Borghi del Lazio"; l'archeologo Massimiliano Valenti illustrerà il "Borghesianum, un patrimonio da valorizzare e promuovere"; Vincenzo Testa, ricercatore astronomo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) - Osservatorio Astronomico di Roma, relazionerà infine sul "Calendario Gregoriano: storia e scienza come strumenti di valorizzazione turistica".
La giornata seguirà poi con la degustazione di un piatto tipico dell'epoca, curata dalla Condotta Slow Food Frascati e Terre Tuscolane, e di vini offerta dalla Cantina Casal Pilozzo di proprietà della famiglia Pulcini, oltre ad una esibizione musicale curata dall'Accademia "Vivarium Novum". Alle 19.00, per concludere, è prevista una visita guidata a Villa Mondragone organizzata dall'associazione "Manacubba".

Proprio nella splendida Villa Mondragone Papa Gregorio XIII introdusse, in virtù della bolla papale del 24 febbraio 1582 dal titolo "Inter gravissimas" ("Tra le cose gravissime"), un nuovo e più preciso calendario, con le misurazioni dell'astronomo Niccolò Copernico, pubblicate nel 1543, che sostituì il Calendario Giuliano. Venne alla luce, così, il Calendario Gregoriano, tuttora il più diffuso nella maggior parte del mondo, che entrò in vigore il 15 ottobre 1582. Per superare lo sfasamento con il Calendario Giuliano, fu stabilito che al giorno 4 ottobre 1582 doveva seguire direttamente il giorno 15 ottobre; una 'operazione' che, di fatto, cancellò dieci giorni.

lunedì 9 ottobre 2017

TEATRO - All'Eliseo di Roma per la prima volta in atto unico con Dapporto: Ecco il "borghese piccolo piccolo", storia di grande attualità.

Arriva per la prima volta a teatro, lo straordinario romanzo di Vincenzo Cerami da cui è stato tratto il capolavoro cinematografico di Mario Monicelli; sarà il Teatro Eliseo di Via Nazionale in Roma a proporre l’atto unico di 90 minuti de “Un borghese piccolo piccolo” dal 17 ottobre al 5 novembre prossimi (prezzi da 20 a 40 euro) con Massimo Dapporto nei panni di Giovanni Vivaldi, per la regia e adattamento di Fabrizio Coniglio e le musiche del maestro Nicola Piovani.
Il romanzo, che diverge dal film in alcuni nodi narrativi essenziali, è un ritratto di agghiacciante attualità. La peculiarità dell’opera è la tinta grottesca con cui Cerami descrive le umili aspirazioni di Giovanni Vivaldi, il borghese piccolo piccolo, e che si cerca di ripercorrere nell’adattamento di Fabrizio Coniglio con l’interpretazione dell’icona Massimo Dapporto (altri attori: Susanna Marcomeni, Roberto D’Alessandro, Matteo Francomano e Federico Rubino) capace di rendere il ridicolo e il tragico nello stesso tempo, offrendo grande umanità e semplicità alla famiglia Vivaldi

Il più grande desiderio del protagonista, un uomo di provincia che lavora al ministero, è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio in quel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata di una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantire un futuro al figlio. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano. Racconta il regista Fabrizio Coniglio: “Quella che mettiamo in scena è una tragicommedia che nella prima parte regalerà momenti di comicità a tratti esilarante. Il Borghese piccolo piccolo è Giovanni Vivaldi, un uomo di provincia che lavora al ministero, il cui più grande desiderio è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio in quel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata di una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantirgli un futuro. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano. La Scorciatoia o la raccomandazione è avvertita dalla nostra società come qualcosa di necessario per sopravvivere: forse, in fondo, non crediamo più nella possibilità di essere tutti uguali di fronte alla legge e nelle pari opportunità di emancipazione sociale ed economica. Questo è lo snodo più fortemente attuale della storia; racconteremo questo grande romanzo classico con il sorriso, che solo i grandi autori come Vincenzo Cerami hanno saputo e sanno ancora regalarci”.                                  

mercoledì 4 ottobre 2017

INIZIATIVE - Partito il progetto 'Agricity' a Rocca Priora: "Energie Verdi" per i bambini.


E' partito ufficialmente il progetto 'Agricity' con il primo dei tre appuntamenti di 'AgriDì', i laboratori didattici per bambini denominati 'Energie Verdi', che si è tenuto presso il Centro Socio-Culturale 'Narciso 2.0' di Rocca Priora in provincia di Roma. All'evento, che ha attirato la curiosità di giovanissimi ed attenti 'studenti', si replicherà anche nei giorni 10 e 17 del mese di ottobre, sono intervenuti, tra gli altri, l'ecologa Talia Laurenti, il naturalista Enrico Iannuzzi e l'architetto Giuliano Morelli.
"È un enorme privilegio per il nostro Comune ospitare un'iniziativa di così altro valore sociale e ambientale - ha detto Maria Rita Mastrella, Consigliere Comunale di Rocca Priora con delega al terzo settore e politiche per l'integrazione socio-sanitaria - È fondamentale educare partendo dalla più tenera età, ma anche rieducare in età adulta nell'ottica del concetto di 'educazione permanente' lungo tutto l'arco della vita. A maggior ragione per tematiche che toccano così da vicino la vita di ognuno". 
"Il Centro Socio-Culturale Narciso 2.0 è sempre aperto ad accogliere iniziative e proposte ed è orgoglioso di aver collaborato attivamente al progetto Agricity vista la valenza sociale ed ambientale", la dichiarazione di Giovanni Roberti, presisdente di 'Narciso 2.0', e Tina Giaffrida dell'associazione Aslan. 
Il progetto Agricity si inserisce ed amplifica il percorso gia avviato dall'Amministrazione comunale di Rocca di Papa e che lega, in modo contestuale, la produzione di cibo, la gestione del territorio e delle risorse naturali, la creazione di valore economico e sociale e di nuova occupazione, la tessitura di beni relazionali e di comunità. Il progetto Agricity, quindi, mira a sistematizzare le attività istituzionali svolte dal Comune, per promuovere, a favore della comunità locale e regionale costanti azioni di inclusione sociale, lotta alla povertà, all'emarginazione, alla crisi economica e sociale; di sostegno alla famiglia e ai bambini; di valorizzazione e promozione dei prodotti tipici locali, di diversificazione dell'offerta turistica. 
Per rendere possibile tutto ciò, il progetto Agricity, partendo dall'esperienza oramai solidificata degli orti sociali, mette al centro un complesso sistema di fattori: vegetazione, alimentazione, ristorazione, didattica, socializzazione, cooperazione con anziani, una serie di iniziative all'interno delle quali l'intera collettività è chiamata ad agire per valorizzare e promuovere il proprio territorio.
Trattasi, dunque, di una vera attività di co-produzione che si realizza attraverso il coinvolgimento di una pluralità di attori locali, pubblici, del terzo settore e del privato d’impresa: il Comune di Rocca Priora e partner istituzionali: Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini e Parco dei Castelli Romani; partner tecnici: Legambiente e Circolo Appia Sud "Il Riccio"; Tour Operator: "Ale Viaggi".

martedì 3 ottobre 2017

Calcio a 5 femminile: Triplete Olimpus con la Supercoppa.

Tre è il numero perfetto. Tre sono i titoli vinti dall’Olimpus in sei mesi: prima la Coppa Italia, poi lo scudetto e ora la Supercoppa italiana. Al PalaKilgour di Ariccia, sotto gli occhi attenti del presidente della Divisione Calcio a cinque, Andrea Montemurro, e di fronte alle telecamere di Sportitalia (che ha trasmesso per la prima volta una partita di calcio a 5 femminile), la formazione romana batte 2-1 un Montesilvano che si arrende solo nel finale. L’equilibrio viene rotto al 9′ da Lisi, che raccoglie un delizioso passaggio dell’ultima arrivata Taina e infila il pallone sotto al sette. Nella ripresa, Dayane raddoppia sfruttando un assist di Lisi, brava a intercettare palla e apparecchiare per la sua compagna di squadra. A 6′ dal termine, Marzuoli si gioca la carta del portiere di movimento per rimontare lo svantaggio. Il Montesilvano accorcia le distanze dopo pochi secondi con Filipa, ma poi non riesce più a segnare. Suona la sirena: l’Olimpus può festeggiare. “Dopo Nuvola61, aver portato il femminile anche in diretta su Sportitalia è per noi un grande successo, che ci permette di far appassionare giovani ragazze a questa fantastica disciplina”, ha chiosato il presidente Montemurro.

TEATRO - Al Piccolo Eliseo di Roma dal 10 al 15 ottobre prossimi: “Tetas y recetas”, quando lo show è multilingue e multimediale.

Dal 10 al 15 ottobre prossimi, il Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma ospita “Tetas y recetas” (Tits and Tips), interessante progetto teatrale multilingue e multimediale, recitato in inglese, spagnolo e italiano, con un pizzico di francese.
La commedia scritta da Susana Mendo Murillo, Francesco Baj e Beatriz Prior esplora temi quali il significato della parola “famiglia”, il rispetto, la solidarietà, la speranza, la capacità di accettare i cambiamenti che la vita ci pone ad affrontare e il bisogno di prendersi cura dell’ambiente e della nostra salute, con particolare attenzione verso la prevenzione del tumore al seno. La prima parte del titolo, tetas, evoca i personaggi femminili della commedia che si trovano ad attraversare momenti chiave delle loro vite che richiedono nuove recetas (ricette). La seconda parte del titolo invece, recetas(ricette ma anche consigli) perché durante lo spettacolo ci saranno riferimenti a ricette o consigli utili che verranno proiettati sul palco interagendo con lo svolgimento dell’azione scenica.
È il giorno di San Valentino. Londra, Palencia (Spagna) e Roma. Diana, Lucía e Andrea scoprono di essere a un punto di non ritorno nelle loro vite. Cancro, gravidanza e tradimento: le loro ricette di vita saranno sconvolte e dovranno trovarne delle nuove insieme a Philippe e Kathy. Andrea vive a Londra, ha 40 anni, ed è una donna pratica e indipendente; Lucía, sorella maggiore di Andrea, è assessore nel Comune di una piccola cittadina spagnola, attiva ecologista. Sua figlia Diana è laureata con master e potrebbe facilmente trovare lavoro con l’aiuto del padre, diplomatico italiano, ma vuole farcela da sola. Il vicino di Andrea si chiama Philippe ed è l’erede di una dinastia cioccolatiera nonché un atipico Don Giovanni. Infine Kathy, 50 anni, infermiera britannica e coinquilina di Philippe. Kathy ha fatto di tutto e ha visto tutto e siccome ancora crede nell’umanità, lavora per una ONG di Lampedusa che si occupa di rifugiati
Cinque personaggi, cinque generazioni diverse che affrontano con ironia e coraggio le situazioni tragicomiche in cui spesso ti getta la vita. Il messaggio finale dello spettacolo è semplice: la vita è piena di sorprese… e non sono sempre brutte!

Nello spettacolo sono mischiate in maniera naturale varie lingue, culture e generazioni, riflettendo la realtà crescente di famiglie plurilingue e di persone capaci di parlare più di una lingua a seconda del contesto e della persona con cui interagiscono. Le lingue usate sono “dosate” sapientemente nei dialoghi scenici di modo che il pubblico possa seguire lo spettacolo avendo una buona conoscenza di una delle tre lingue principali e una conoscenza parziale di almeno un’altra. L’obiettivo è quello di instaurare un processo virtuoso che permetta allo spettatore di riattivare le proprie conoscenze linguistiche, “rinfrescarle” e ampliarle in maniera organica.

INIZIATIVE - Il ritorno degli storioni nel Delta del Po e nel Parco del Ticino.

Il Centro di ricerca universitario di Cesenatico (Corso di laurea in Acquacoltura e Igiene dei prodotti ittici) dell’Università di Bologna, insieme all’Acquario di Cattolica, a Oltremare di Riccione, al Parco Lombardo del Ticino, e alle Amministrazioni comunali e provinciali di Ravenna, ha liberato 200 storioni cobice subadulti, nell’area sud del Delta del Po e ha trasferito nelle strutture del Parco Lombardo del Ticino altri 1000 giovani esemplari. Queste attività scaturiscono dalla collaborazione avviata quest’anno tra Università di Bologna, Acquario di Cattolica, e Oltremare di Riccione con il Progetto Life Natura Con.flu.po (www.life-conflupo.eu), che vede come capofila la Regione Lombardia e come partner la Regione Emilia Romagna, AIPO, AdbPo, le Province di Piacenza e Rovigo, il Parco Lombardo del Ticino e GRAIA srl. Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea mediante lo strumento Life, oltre alla realizzazione del passaggio per pesci di Isola Serafini, che ha permesso di riconnettere ecologicamente il corso del Fiume Po interrotto dall’inizio degli anni ’60 dalla diga a servizio della centrale idroelettrica, prevede azioni mirate a supporto di specie ittiche minacciate, tra cui lo Storione cobice (Acipenser naccarii). I 200 esemplari liberati nell’area sud del Delta del Po all’interno delle acque della Provincia di Ravenna, sono frutto delle attività di riproduzione artificiale effettuate nel Parco del Ticino in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie-Università di Bologna, e delle successive attività di allevamento effettuate dall’Università in collaborazione con l’Acquario di Cattolica e il Parco Oltremare di Riccione. Questo nucleo si va ad unire al contingente di 6.000 giovani storioni marcati con microchip e ai 100 storioni adulti dotati di emettitore sonar, già liberati da Con.flu.po nel corso del progetto, per aumentare cosi la possibilità di recupero per questa specie ancora a rischio di estinzione. Questa azione si inserisce anche tra quelle effettuate per la conservazione dello storione dell’Adriatico nel fiume Reno, antico ramo meridionale del delta del Po dove la specie è estinta da oltre 50 anni. La Provincia ha infatti realizzato una scala di risalita permettendo a questo grande pesce di ricominciare la migrazione riproduttiva dalle acque marine a quelle interne, in cui depongono le uova, a partire dagli esemplari reintrodotti.
Gli animali liberati oggi provengono dalle vasche dell’Acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione. Ilrilascio nel Delta del Po è stato fatto in collaborazione con i volontari della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee di Ravenna), e l’Associazione dei Capannisti, i pescatori sportivi che occupano i tradizionali capanni sul Delta del Po e che da anni ormai sono diventati i “guardiani” dell’area. Altri 1000 esemplari, di qualche mese di vita, sono stati invece trasferiti nel Parco Lombardo del Ticinodove saranno allevati seguendo prove con alimentazione del tutto naturale, e poi trasferiti in grandi vasche con condizioni seminaturali per assicurare loro le maggiori possibilità di sopravvivenza una volta rilasciati in natura. La collaborazione con il progetto Life Con.flu.po, di cui l’operazione fa parte, rientra nel progetto di salvaguardia e tutela delle specie a rischio estinzione “Salva una specie in pericolo” (nato nel 2010), curato dai parchi Costa Edutainment, per sensibilizzare e educare il pubblico alla conservazione, alla gestione responsabile degli ambienti e alla conoscenza degli animali. Le attività di didattica e divulgazione sviluppate dai parchi CE sullo storione andranno a supportare le analoghe iniziative svolte dal progetto per dare una più ampia diffusione alle problematiche che interessano il Po e lo Storione cobice, sua specie bandiera. “Questa collaborazione ed il nuovo rilascio sono un altro step importante nel progetto di Salva una Specie. Un progetto che vuole valorizzare e far conoscere le realtà e gli enti che si impegnano concretamente e attivamente nella tutela e nella salvaguardia delle specie minacciate come lo storione, oltre a pinguini, api, squali, tartarughe marine, delfini, fenicotteri, ma anche coralli (www.salvaunaspecie.it)” dichiarano il dott. Cristiano Da Rugna, responsabile zoologico Costa Edutainment Polo Adriatico, e Stefano Gridelli, responsabile settore acquariologico Costa Edutainment Polo Adriatico.

lunedì 25 settembre 2017

LIBRI - Lunedì al Piccolo Eliseo di Roma, la presentazione: "Due mogli: 2 agosto 1980", feroce istantanea firmata Ammirati.

Lunedì 2 ottobre 2017 ore 18.30 al Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma sarà presentato (free entrance fino ad esaurimento posti) il libro "Due mogli: 2 agosto 1980" di Maria Pia Ammirati, edito da Mondadori. Questa storia si svolge nell’arco di un’unica giornata: il 2 agosto del 1980. Il giorno della strage di Bologna. Sono le otto di mattina, la periferia romana sonnecchia nell’afa. I Di Giacomo stanno facendo gli ultimi preparativi prima di partire per le vacanze. Matilde fa un veloce saluto a Marta, la vicina di casa, e come sempre si ritrova a invidiare la sua famiglia allegra e numerosa e il corpo procace esibito senza vergogna. Non può immaginare di essere a sua volta invidiata da Marta, che spesso si sorprende a sognare una vita ordinata e tranquilla come quella dell’amica. Soprattutto oggi, che ha scoperto di essere di nuovo incinta e all’idea di ricominciare un’altra volta da capo si sente male, con tutti i pensieri che le danno le sue figlie. Specialmente Gianna, che studia lettere a Bologna e con lei ha sempre avuto un rapporto difficile. Alle dieci passate, mentre Matilde e i suoi sono incolonnati nel traffico, Gianna, da un’aula universitaria di Bologna, sente le sirene attraversare la città. Il professore sospende la lezione, “è successo qualcosa alla stazione”, pare sia scoppiata una caldaia o una bombola di gas. Alla ragazza basta un istante per capire che è sfuggita all’incidente per puro caso. I Di Giacomo apprendono la notizia in macchina, alla radio. E, per uno scherzo del destino, in quel momento anche la loro vita subirà uno strappo definitivo. Dalla stazione si alza una Colonna di fumo, gli autobus si improvvisano ambulanze, e tra la folla cominciano a circolare le prime voci: “non può essere una caldaia, è un disastro”, “una bomba, un attentato”. Sotto le macerie sono in tanti, alcuni vengono estratti vivi. Tra loro c’è Marina, vent’anni, fresca di assunzione alla contabilità. Ma, a differenza delle sue colleghe Euridia, Rita, Mirella, Franca, Nilla e Katia, lei d’ora in avanti dovrà imparare a sopportare il ruolo, “del tutto fortuito, della sopravvissuta e della testimone”. La sua, in mezzo alle tante storie possibili di questo romanzo, è una storia vera.
Maria Pia Ammirati, con la sua lingua empatica e vitale, ha scattato un’istantanea feroce dell’Italia di quel giorno. Ma Due mogli è anche una toccante riflessione sul ruolo che il caso e il destino giocano nelle nostre vite, una partitura a più voci – incredibilmente attuale – in cui le deflagrazioni della grande Storia si sovrappongono al rumore sottile delle piccole storie di persone comuni.