WRITING

WRITING
A cura di ANDREA CURTI

domenica 27 maggio 2018

INIZIATIVE - Il 1° giugno riapre Aquafan a Riccione, divertimento assicurato.

Ragazzi e famiglie da tutta Italia sono già pronti a raggiungere la collina di Riccione per inaugurare per primi la stagione 2018 di Aquafan che parte venerdì prossimo 1° giugno.  Non mancherà, come da tradizione, la consueta premiazione dei primi due clienti che varcheranno i cancelli alle 10. 
Gli occhi quest’anno sono tutti puntati sulla Piscina Onde e sul palcoscenico della disco Walky Cup, dove esploderanno i colori e le novità 2018. Nera come il Black Hole, blu come gli Scivoli alti e il Surfing Hill, bianca come l’Extreme, il Kamikaze o lo Strizzacool, variopinta come le piscine bimbi. L’estate 2018 di Aquafan è considerata come un arcobaleno di emozioni: da luglio, poi, l’appuntamento più atteso delle 14.30 in Piscina Onde dove la Maxi Onda quest’anno sarà la più colorata di sempre. Immancabili poi le dirette dagli Aquafan Studios degli amici di Radio Deejay. E dal 15 luglio partiranno le domeniche Night&Day - Walky Cup Version: il parco resterà aperto no stop dalle 10 alle 22.30 e, sul palcoscenico della storica discoteca di Aquafan, al tramonto saliranno star della musica nazionale e internazionale i cui nomi sono ancora tenuti top secret dagli organizzatori.
Spazio sempre importante sarà dedicato agli eventi (il programma è in via di definizione) e all’animazione con l’Aquadance, gli Schiuma Party, fino ai Baby Schiuma Party dedicati ai bambini.  Tante le promozioni rivolte a singoli e famiglie su ticket.aquafan.it: abbonamenti per tutta la stagione, biglietti combinati con gli altri parchi Costa Edutainment (Oltremare, Acquario di Cattolica e Italia in Miniatura) fino al venerdì Family Day, dove i bimbi entrano con il 50% di sconto. Aquafan resta aperto tutti i giorni dal 1° giugno al 9 settembre dalle 10 alle 18:30.
Per informazioni su novità, promozioni e calendario eventi aggiornato, basta visitare il nuovissimo e (naturalmente) coloratissimo sito web aquafan.it.

RUGBY - La nazionale a Tokyo per amichevoli: Parte l'operazione Giappone 2019.

Dopo quattro giorni di raduno a Montichiari e di allenamenti sul campo del Rugby Calvisano, la nazionale  italiana di rugby è sbarcata a Tokyo da Malpensa dove, nelle prossime tre settimane, è in programma l’ultimo tour estivo del quadriennio che porta gli azzurri alla Rugby World Cup 2019. Di fatto è partita l'operazione Giappone che vede l'Italia, nel girone di ferro con Nuova Zelanda e Sudafrica, difendere il terzo posto utile per accedere direttamente alla Coppa del Mondo 2023. Il tecnico irlandese Conor O’Shea e i rugbisti azzurri si sono trasferiti a Ueda-Sugadaira, la località d’altura dove la Nazionale, capitanata nelle prossime settimane dal tallonatore Leonardo Ghiraldini con Tommaso Castello scelto come vice, preparerà il debutto di sabato 2 giugno a Nagano contro lo Yamaha Jubilo, formazione del massimo campionato nipponico. “Troveremo un clima caldo e umido, differente da quello a cui siamo abituati", ha spiegato O’Shea, puntualizzando come "la partita di Nagano contro Yahama sarà molto utile e importante per acclimatarci e farci trovare pronti ai due test-match del 9 giugno a Oita e del 16 giugno a Kobe contro la nazionale del Giappone”. Già, il Giappone è la nazionale più in crescita degli ultimi anni, nella classifica mondiale è all'11° posto contro il 14° dell'Italia. “Ho molta fiducia per il futuro di questa squadra", ha proseguito O’Shea, "perché penso non solo ai giocatori convocati per il tour, ma anche a tutti quelli che non partono oggi con noi come Parisse, Esposito, Boni, Sarto, Gori, Mbandà, Giammarioli e altri ancora ed ai tanti giovani che premono alle loro spalle come Pettinelli, Cannone, Rizzi, Lamaro, Zanon e altri ancora .Ecco, questo è il motivo per cui vedo un grande futuro per l’Italia. Ma, intanto, dobbiamo vincere e vogliamo cominciare a farlo in questo tour: siamo professionisti e siamo qui per vincere da subito, ma abbiamo posto le fondamenta del nostro sistema e del nostro futuro”. O’Shea ha, infine, ringraziato l’ex tecnico degli All Blacks Wayne Smith che in questi giorni ha affiancato lo staff azzurro: “Wayne è una figura incredibile, sarà con noi sino alla partita contro Yamaha e spero possa tornare per il primo test contro il Giappone. Per noi tecnici e per i giocatori è fantastico averlo con noi. C’è molto da imparare per tutti da un uomo che ha vinto due Rugby World Cup e che è un tecnico e una persona eccezionale. E’ un privilegio averlo con noi”.

venerdì 25 maggio 2018

INIZIATIVE - A S.Maria delle Mole la Festa della scuola Primo Levi.

L'ex campione di ciclismo e commentatore Rai Gigi Sgarbozza, vincitore in carriera di una tappa al Giro d'Italia e una alla Vuelta a Espana, e Romeo, il gatto rosso mascotte del Golden Gala Pietro Mennea, il meeting internazionale di atletica leggera in scena giovedì prossimo allo Stadio Olimpico di Roma, saranno gli ospiti d'onore della nona edizione della "Festa della Scuola Primo Levi", che si terrà ogg, sabato 26 maggio, presso il campo sportivo “Le Mole Calcio” in via della Repubblica 4 a S. Maria delle Mole. La manifestazione, organizzata dalla Associazione Genitori Primo Levi e capace di coinvolgere centinaia di ragazzi, è suddivisa in due tranche: spazio allo sport in mattinata, dalle ore 10 alle 12, con tornei di pallavolo, calcio a 5 e calcio balilla "Genitori e Figli", mini-olimpiadi, atletica, giochi di strada e scacchiera gigante; dalle 12 alle 16.30 esibizioni musicali e culturali dei ragazzi dell'Istitituto Comprensivo Primo Levi di Marino.

lunedì 14 maggio 2018

TENNIS - Internazionali d'Italia, 2a giornata: L'ultimo tango della Vinci, l'inno alla gioia di Fognini, Cecchinato e Berrettini.

L'ultima palla della carriera. Serve da sinistra, in rete la prima, lenta la seconda, lo scambio con l'avversaria e il suo diritto in rete: è andata, un abbraccio con la Krunic, bacio accademico con la lunga giudice di sedia e addio al torneo di Roma e alla sua formidabile carriera, fatta di successi storici (10 nel circuito in singolare e 25 in doppio, 4 Fed Cup) e di semisuccessi storici (finale Us Open 2015). Roberta Vinci, come era entrata in campo (assolutamente sorridente e divertita, tra i "Roby Roby" del pubblico in una mise beige chiaro) se ne è uscita; l'ultimo tango a Roma è andato in scena allo Stadio della Pallacorda, con la folla assiepata che sperava sì in un miglior esito finale di carriera ma che comunque ha omaggiato la tennista pugliese facendole sentire tutto il calore e l'abbraccio della Capitale. Alla fine i dieci anni di differenza tra la Vinci (ora 191 ma in passato nella top ten) e la serba Krunic si sono fatti tutti sentire. Forse aveva illuso in avvio la ragazza tarantina, semplice 6/2 malgrado la serba insista con la palla corta lavorando ai fianchi l'azzurra. Che cede di schianto per otto giochi consecutivi, dando l'impressione di aver mollato. Allora il pubblico chiama la "Ola", la Vinci la esegue seduta al cambio di campo del quinto game della terza partita, il clima si sovraeccita e la pugliese riaggancia la serba sul 3 pari. C'è partita ancora, pare. Gli ultimi due giochi però dicono il contrario, perché la Krunic li vince a zero, parziale di 8 punti a zero, e spezza il sogno della Vinci di allungare i suoi match in carriera. Ma brava lo stesso, l'azzurra ha dato emozioni anche oggi. "Da domani sono in vacanza", dichiara alla fine, "non ne potevo più". E giù la lacrimuccia, il tempo passa per tutti, darling. Ma il suo tennis, fatto di slice, back, di attacchi e volée stilisticamente perfette, resterà per sempre impresso nella nostra mente. Dalle lacrime ai sorrisi. Sempre allo Stadio della Pallacorda. Sono diventati quattro gli azzurri approdati al secondo turno degli Internazionali maschili. Dopo l’exploit di Lorenzo Sonego che, tempo permettendo, domani se la vedrà con il non imbattibile tedesco Gojowczyk, anche Marco Cecchinato e Matteo Berrettini hanno suscitato sentimenti forti, questa volta di gioia, ai quali in serata si è aggiunto un Fabio Fognini in gran spolvero. Ma andiamo per ordine. Il 25enne Cecchinato da Palermo, numero 73 del mondo e l'italiano più in voga al momento dopo il successo a Budapest da lucky loser, si è confermato diesel eliminando in rimonta (2/6 7/5 6/4)  l'uruguagio Cuevas, vecchia volpe del circuito un po' in ribasso (è n.71). Per Cecchinato adesso c'è "bimbo" Goffin, belga 10 del mondo e 9 del ranking, che ha un altro passo come velocità di palla. Bene anche il 22enne romano Berrettini, numero 103 del mondo in tabellone con una wild card, capace di superare in due set (6/2 7/6 lo score) in un'ora e 38 minuti, lo yankee Tiafoe, numero 63 e proveniente dalle qualificazioni. Berrettini, allievo di Vincenzo Santopadre, ora sfiderà il defending champion, il tedesco Alexander Zverev, 3 del mondo e secondo favorito del seeding dopo Nadal e recente vincitore dei tornei di Monaco e Madrid. Buono infine l'impatto nel torneo di Fabio Fognini, numero 21, che ha tritato 6/3 6/1, in appena 53 minuti, l'irriconoscibile francese Gael Monfils, numero 39: il 30enne ligure se la vedrà al secondo turno con l’austriaco Thiem, numero 8 del mondo e sesta testa di serie, nonchè bestia nera di Nadal, reduce dalla finale nel “1000” di Madrid.
L'ultima buona notizia è quella annunciata sul sito della Federtennis: pace in vista tra la Giorgi e il presidente Binaghi. La Federazione Italiana Tennis ha spiegato che il Presidente Binaghi si è incontrato con la numero 1 d'Italia Camila Giorgi. “Ho capito che due anni fa ho sbagliato a non rispondere alla convocazione per l'incontro di Fed Cup contro la Spagna. La maglia azzurra mi è mancata e sento il desiderio di tornare a indossarla e a far parte di una squadra giovane che sta crescendo”, ha dichiarato la Giorgi. Quindi la tennista marchigiana avrebbe espresso il desiderio di tornare a far parte della Nazionale italiana capitanata da Tathiana Garbin dando la disponibilità a rispondere alle convocazioni. Di conseguenza, ogni pendenza tuttora in atto tra la FIT e la giocatrice verrà risolta di qui a breve, e la Giorgi dovrebbe essere reinserita nei programmi federali di assistenza e fornitura di servizi previsti per i giocatori e le giocatrici. Lasciare fuori la Giorgi sarebbe stato un delitto.

domenica 13 maggio 2018

TENNIS - Internazionali d'Italia, 1a giornata: Sonego e Baldi, che belle speranze!

Piccoli azzurri crescono; la prima giornata degli Internazionali d’Italia 2018 ha sancito che forse il tennis italiano maschile può sperare in un futuro roseo, tennisticamente parlando. Infatti sia Lorenzo Sonego, 23enne torinese, attuale numero 142 del mondo, che Filippo Baldi, 22 anni milanese ma residente a Vigevano, e numero 368, hanno passato il turno rimontando il primo set a due volponi del circuito. Sonego, entrato nel tabellone principale grazie ad una wildcard conquistata vincendo il torneo delle prequalifiche, si è salvato col servizio nei momenti topici del match mandando da una parte in visibilio i tanti appassionati accorsi sul Centrale, dall'altra in tilt il mancino francese Mannarino, numero 27 della classifica mondiale; lo score di 2-6 7-6(4) 6-3 la dice lunga sulla caparbietà del piemontese, cresciuto tantissimo nell'ultimo mese, come testimonia lo scalpo di Gasquet a Budapest. “Negli ultimi mesi è cambiata la mentalità – ha spiegato in sala stampa il lungo ragazzo torinese – sono più consapevole, concentrato, entro in campo sempre per dare il massimo . Ho lavorato tanto e sto migliorando, ma voglio migliorare ancora. Il mio idolo? Federer, ma è dura prendere lui come riferimento…” Il prossimo avversario? Non ci penso, già essere qua è bellissimo. Io devo solo divertirmi, non ho niente da perdere”. Insomma... l'occasione di arrivare al terzo turno è ghiotta; Sonego infatti affronterà il terdesco Gojowczyk, numero 52 del ranking mondiale, non un mostro per bravura e tecnica, che però ha battuto a sorpresa lo statunitense Sam Querrey, 12, in due sole partite (6-2 7-6). I progressi dell'italiano passano forse anche e soprattutto per questo match. Progressi che appunto ha fatto registrare anche Baldi che, dopo esser sconfitto proprio da Sonego nello spareggio delle prequalifiche per entrare nel tabellone principale, ha passato le qualificazioni con straordinaria tenacia e coraggio, regolando in due match maratona prima l'ungherese Fucsovics (numero 61 de mondo) e poi lo spagnolo Garcia-Lopez, oggi numero 69 ma capace di raggiungere nel 2011 la 23ma posizione del ranking. Devo ancora realizzare quello che è successo”, ha dichiarato alla fine un incredulo Baldi, “E’ un onore essere qui,è il mio primo Master 1000, entrare nel tabellone è una cosa bellissima. Voglio godermi ogni momento. Mi sono divertito tantissimo oggi e spero di divertirmi ancora. Il prossimo avversario? Qui il più ‘scarso’ è numero 40 del mondo… Chiunque sarà, sarà una bella battaglia e una bella esperienza”. E il sorteggio gli ha riservato il georgiano Basilashvili, numero 77 del ranking, altro qualificato come Baldi stesso, dei tre affrontati sinora quello più indietro in classifica. Non c'è da fidarsi ma è ora di rompere gli indugi e arrivare più lontano possibile, I romani lo meritano. Per quanto concerne gli altri risultati, rientro amaro per il 33enne svizzero Wawrinka (ora 25 ma numero 3 del mondo quattro anni fa) stoppato subito dallo yankee Johnson (55) con un duplice 6-4. Wawrinka era fermo dal torneo di Marsiglia dello scorso febbraio, per i problemi al ginocchio che lo hanno attanagliato. E' sfumato infine l'ingresso nel tabellone principale per l'attuale numero 1 d'Italia Camila Giorgi che non ha avuto la wild card dagli organizzatori per motivi extrasportivi; la marchigiana è stata eliminata in tre set dalla statunitense Collins (2-6 6-4 6-2), n.49, 24 anni, che aveva iniziato l'anno al numero 167 (poi ha vinto a Newport Beach, è arrivata agli ottavi a Indian Wells e addirittura in semifinale a Miami, passando dalle qualificazioni.

sabato 12 maggio 2018

TENNIS - Internazionali d'Italia, due addii annunciati: Knapp regina della sfortuna, già ci manca il tennis della Vinci.

Mentre si stanno disputando i primi turni delle qualificazioni al Foro Italico in Roma, tengono banco due ritiri in un colpo solo, tutti nel settore femminile del tennis italiano: uno ufficiale e dovuto a seri problemi fisici, uno tra al massimo sette giorni e condizionato dall'età. Quello ufficiale è firmato Karin Knapp nata a Brunico il 28 giugno 1987, che ha dichiarato: "“In questi giorni al Foro Italico, dove seguivo le altre ragazze che si allenano all’Accademia di Anzio, tante persone mi hanno domandato quali erano i miei piani e allora mi sembra giusto annunciare che è arrivato il momento di ritirarsi dal tennis agonistico”. La decisione per la verità era nell'aria da qualche mese: "Si tratta di una decisione molto sofferta, ma purtroppo devo rassegnarmi all’idea che il mio ginocchio destro non ce la più. Dopo il quinto intervento chirurgico, nel febbraio dello scorso anno, ho provato in tutti i modi a rientrare, lavorando duramente per mesi, ma ogni volta che aumentavo i carichi il dolore si riproponeva sempre: mi allenavo bene e poi mi faceva male, tanto da rischiare di non camminare poi per tre giorni. Una situazione che, capite bene, non è sostenibile”. Un focus sulla sua attività agonistica è d'uopo: “Posso considerare la mia carriera come bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”, ha sottolineato la Knapp con un sorriso, aggiungendo che "di sicuro sono orgogliosa di quello che sono riuscita ad ottenere dopo cinque operazioni al ginocchio e due al cuore. Però rimane un po’ di rammarico per tutti gli infortuni che mi hanno impedito di esprimermi con continuità ad alti livelli e quindi pure una certa incertezza sul dove sarei potuta arrivare senza questa serie di problemi fisici. Un aspetto però sul quale non hai un controllo diretto. Il momento più bello? Ce ne sono stati tanti, che non dimenticherò, a cominciare dal primo titolo Wta a Tashkent, arrivato in un momento per me difficile. Ma anche gli ottavi a Wimbledon 2013, o la conquista della Fed Cup in quello stesso anno, senza dimenticare la soddisfazione della vittoria sugli Stati Uniti nel primo turno dell’edizione seguente a Cleveland.”. La 31enne Knapp è stata 33 del mondo nel 2015 e l'ultima apparizione nel tour professionistico risale agli Australian Open 2017. Poi il calvario è proseguito, per sua disgrazia. Più ponderato e annunciato l'addio al tennis di Roberta Vinci e, per certi versi, senza nulla togliere alla Knapp, sarà anche più rimpianto, per le qualità tecniche inusuali nel tennis di oggi, dove si cerca di conquistare la vittoria solo tirando più forte dell'avversario. La filosofia della Vinci invece è stata sempre diversa, col suo tennis piatto nel diritto e in back nel rovescio, con i suoi attacchi in chop d'altri tempi, con le sue volèe e demi-volèe di una classe infinita, bellissime a vedersi per tecnica ed esecuzione, per timing sulla pallina, per intelligenza di una giocatrice minuta nel fisico ma capace di esprimersi ad altissimi livelli in un mondo di "finte donne", tennisticamente parlando. "Non esiste solo un motivo per spiegare il mio stop a fine Internazionali", ha puntualizzato la 35enne tarantina nella conferenza stampa di saluto, "conta sia l'aspetto fisico sia quello mentale e ultimamente mi pesava anche allenarmi, con i recuperi sempre più lunghi. Al tennis ho dato tutto - ha continuato la Vinci - mi sono tolta un sacco di soddisfazioni. Poi arriva il momento in cui bisogna guardarsi dentro e prendere una decisione. Ecco, io l'ho fatto dicendo basta. Non ho rimpianti, il tennis mi ha dato e tolto tanto nella mia vita. Se mi avessero detto da bambina che avrei fatto una finale Slam, vinto una Fed Cup, sarei stata top 10 in singolare un numero 1 nel doppio, ecco...avrei risposto che qualcosa non andava, e invece ora mi guardo dietro e non posso che essere felice, ho fatto quello che volevo". Il curriculum lo ha detto lei. Adesso aspetta un qualificata al primo turno. Una partita per volta, aspettando l'ultima in carriera. Meriterebbe di vincere il torneo per le emozioni che il suo tennis ci hanno regalato.

venerdì 11 maggio 2018

TENNIS - Sorteggiati i tabelloni degli Internazionali d'Italia 2018: Nadal, l'incubo Thiem dietro l'angolo.

Col sorteggio dei tabelloni principali, ha ufficialmente preso il via l'edizione numero 75 dei Campionati Internazionali d'Italia di tennis, che da domani vedrà al via, sui campi del Foro Italico, il torneo (sempre affascinante) delle qualificazioni maschili e femminili. Ma andiamo per ordine. Nel maschile le prime due teste di serie sono lo spagnolo e numero 1 del mondo Nadal, battuto a Madrid per la prima volta quest'anno sul rosso da quello stesso Thiem che la passata stagione lo castigò a Roma nella sua unica sconfitta del 2017 sulla terra (e che, per ironia della sorte, potrebbe ritrovare nei quarti di finale al Foro Italico 2018), e il defending champion, il giovane tedesco Zverev, che pare essere tornato in forma dopo un inizio al rallentatore. La parte alta del tabellone maschile vede da subito match interessanti, ad esempio quello tra il ceco Berdych e il mancino e giovane rampante canadese Shapovalov in una sorta di passaggio di consegne generazionale. Anche la sfida tra il giovane russo Khachanov e l'intelligente tedesco Kohlschreiber si presenta di un certo spessore, così come Djokovic contro Dolgopolov, entrambi ala ricerca di loro stessi, smarriti chissà dove nel mondo. In alto anche due italiani in una sfida coi colleghi francesi da thrilling, visto l'esisto disastroso dei nostri in Davis. Comunque, il ligure Fognini, numero 19 della classifica mondiale, ha pescato il velocissimo transalpino Monfils, ora numero 41 ma con un passato da numero 6 due anni fa: negli scontri diretti il 31enne di Parigi è in vantaggio per 4 a 3, con l’ultimo risalente al 2015 (vittoria di Monfils sul veloce di Montreal). Se dovesse vincere Fognini troverebbe al secondo turno proprio Thiem l'ammazza Nadal. Il 23enne Lorenzo Sonego, bravo a vincere il torneo delle pre-qualifiche e numero 142 dell'ATP, se la vedrà col mancino Mannarino, n.27, che s legge con la o accentata per la nazionalità francese; è un match non impossibile ma molto dipenderà dalla vena del transapino (comunque Sonego vanta, come scalpo eccellente, il talentuoso francese Gasquet, magari di fronte ai galletti si esalta). Anche la parte bassa del tabellone presenta match di primo turno assai rilevanti. Il derby Paire-Gasquet ad esempio, oppure Wawrinka-Johnson. E poi gli altri tre azzurri. Seppi, 49 del mondo, ritrova quel Pouille, n.18, che lo ha bastonato in cinque sets in quel di Genova; bella occasione per il bolzanino di vendicarsi dello schiaffo subito. Il 22enne Berrettini, romano di nascita e vivaddio anche di cittadinanza, aspetta un qualificato (se passa però avrà di fronte Zverev) mentre l'ultimo arrivato al tavolo dei grandi, Marco Cecchinato da Palermo, neo numero 64, entrato in tabellone grazie al forfait dell'infortunato Paolino Lorenzi, si troverà di fronte l'uruguagio (ma di nascita argentino) Cuevas, 47, specialista di terra un pochino in ribasso. E' tutto sommato un buon sorteggio, poteva andar peggio. In campo femminile, registrata la rinuncia di Serenona Williams, la prima testa di serie è la romena Halep, seguita dalla bella danese Wozniacki. Quattro azzurre al via, tutte con l'invito degli organizzatori (e pensare che la Giorgi, la n.1 d'Italia in classifica, vista la guerra con la federazione, dovrà partire dalle qualificazioni nel derby con Deborah Chiesa). Sara Errani, numero 76 e finalista nel 2014, è stata sorteggiata al primo turno contro l’ungherese Babos, numero 41 (due pari il bilancio dei precedenti); se avesse un servizio decente, la Errani sulla terra varrebbe le prime 25-30 del mondo, per itgna, lotta, cuore e gambe, ma gli evidenti limiti tecnici ne frenano la rincorsa alle zone alte della classifica. Un tributo alla carriera invece per la 37enne milanese Francesca Schiavone, attuale 262 e alla sua ventesima partecipazione al Foro (miglior risultato a Roma: quarti 2001, 2004, 2005, 2011), e per la 35enne tarantina Roberta Vinci, che lascerà il tennis dopo questa edizione degli Internazionali. La Schiavone ha pescato la slovacca Cibulkova, 34 (4-0 nei precedenti per la slovacca) mentre la Vinci, numero 168, il cui tennis piatto e slice ci mancherà da morire in un mondo sempre più mascolinizzato nella preparazione fisica e nei gesti tecnici, attende una ragazza proveniente dalle qualificazioni (e se il destino dicesse Giorgi?). Dulcis in fundo ecco Camilla Rosatello, 22enne piemontese, numero 274 del mondo, entrata in tabellone grazie alla vittoria importante e inaspettata nel torneo delle prequalificazioni; anche lei, alla sua prima partecipazione al Foro Italico, dovrà attende una qualificata. Si può fare, si può crescere, si deve crescere. Il tennis italiano ha bisogno di un ricambio generazionale che tarda ad arrivare.