WRITING

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A cura di ANDREA CURTI

martedì 10 aprile 2018

TEATRO - Al Vittoria di Testaccio l'istrione Solenghi dal 17 al 22 aprile: “Mittente: Wolfgang Amadé Mozart”, tra risate e virtuosismi.


Il Teatro Vittoria di Testaccio in Roma ospita, dal 17 al 22 aprile 2018 prossimi, “Mittente: Wolfgang Amadé Mozart”, con il grande Tullio Solenghi e Trio d'archi di Firenze Patrizia Bettotti – violino, Pierpaolo Ricci – viola e Lucio Labella Danzi – violoncello. Grazie all'accostamento di alcune lettere, scelte all'interno del suo sterminato carteggio, con uno dei suoi ultimi capolavori cameristici (il divertimento per trio d’archi KV563, scritto al termine della sua vita in cui sembrano convergere e sublimarsi tutte le precedenti esperienze compositive), si traccia un ritratto umanissimo e sorprendente di Wolfgang Amadeus Mozart, ripercorrendo le fasi della sua esistenza di cui si scoprono le relazioni affettive e i temi a lui più cari toccando diversi registri espressivi, dal burlesco all’ironico, dal grottesco al tragico.
L’eclettico Tullio Solenghi, con la sua sapiente ironia e prorompente personalità, si unirà all'esecuzione del Divertimento dando vita ad un connubio meraviglioso ed intenso, in un alternarsi di ironie, emozioni, facezie e arguzie.
Mozart K563. Un capolavoro assoluto per ricchezza dell'invenzione armonica e contrappuntistica e per varietà espressiva del gioco tematico, pieno di sentimenti e stati d'animo. Sofisticato e raffinato, un equilibrio perfetto tra la scrittura 'dotta' e la freschezza popolare, fuse in un unico elemento. Straripante bellezza fatta di virtuosismi, gioco di imitazioni tra le parti, sentimenti meditativi- spirituali, temi contadini, lo stile del carillon e la finezza del ricamo strumentale.
Una contagiosa energia vitale che garantisce un coinvolgimento emotivo e sensoriale senza pari. Prezzi dei biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita).

domenica 8 aprile 2018

TENNIS - Coppa Davis, Italia-Francia 1-3: Fognini stanco e sciupone, addio semifinale.

Perdere il doppio (anche malamente) è stato fondamentale per l'Italtennis per lasciar passare la Francia in semifinale. Nel singolare decisivo dei quarti di finale di Coppa Davis, Fabio Fognini (n.1 d'Italia e 20 del mondo) è andato incontro ai soliti alti e bassi uscendo sconfitto in quattro set dal numero 1 francese (e 11 del mondo) Pouille. La contesa si era messa bene per l'azzurro: rapido 6/2 e francese in apparente difficoltà. Nella seconda frazione Fognini non sfrutta due palle break nel terzo gioco e ciò permette al francese di rientrare in partita: Pouille così pareggia il conto dei set con un eloquente 6/1. Si va al terzo e qui si consuma lo psicodramma dell'azzurro. Avanti 3-0, Fognini si fa recuperare 3 pari; il ligure però riparte e si trova 5-3 e servizio. Nel decimo game poi l'apoteosi dello sciupo: Fognini ha tre set point e se nei primi due Pouille serve bene, nel terzo l'azzurro butta malamente fuori un diritto non impossibile e vanifica il vantaggio. Ma le emozioni non finiscono. Per approdare al tie-break Fognini annulla una palla-break al francese e poi dà vita alla sagra dell'errore, di diritto e di rovescio, e a godere è solo il francese che porta a casa un set insperato. Nella quarta e conclusiva frazione, il transalpino è scappato 3-0, parzialmente Fognini ha accordiato sino al 3-4 ma poi Pouille non ha dato scampo all'azzurro regalando la semifinale ai francesi col classico 6/3. Onesto alla fine capitan Barazzutti: "Fabio (Fognini, ndr) ha giocato a tratti molto bene, però è mancata continuità nel rendimento del suo gioco e nella gestione dell’incontroLa chiave del match è stato il finale di terzo set, che non ci ha girato benissimo, con tre set point mancati. E’ vero che in certi momenti Fabio è andato di fretta, però ha lottato, anche se stanco, ha giocato con tutto quello che aveva. Forse se andavamo avanti due set a uno la partita sarebbe stata diversa". Poi una speranza per il futuro: "Speriamo che ci siano dei giovani che vengano ad aiutare la generazione di giocatori che in questi anni hanno tenuto sempre l’Italia tra le migliori otto nazionali del mondo sono solo". Berrettini, Moroni, Sonego, Caruana, Napolitano ed altri ragazzi: speriamo crescano in fretta.

sabato 7 aprile 2018

TENNIS - Coppa Davis, Italia-Francia 1-2: Bolelli e Fognini annientati dai francesi.

Si allontana il sogno della semifinale di Coppa Davis per l'Italia: il doppio Fognini-Bolelli è stato letteralmente annientato in tre set secchi (solo otto giochi raccolti per una durata di un'ora e 54' di gioco) dalla coppia francese Herbert-Mahut, apparsa sul rosso di Valletta Cambiaso di ben altra consistenza. Gli azzurri hanno praticamente lottato solo nel primo quando è stato fatale il break su Bolelli nel nono game, aperto da un incredibile smash sbagliato da Fognini, seguito da due doppi falli di Bolelli e chiuso da un perfetto diritto incrociato di Herbert sempre su Fognini. Poi è stato un monologo dei transalpini che hanno inanellato sei giochi consecutivi (6/4 4-0), con Fognini e Bolelli incapaci di difendersi se non con pallonetti senza pretese. I francesi mollano un po' la presa e concedono due break agli azzurri (entrambi con doppio fallo finale) ma Bolelli e Fognini non ne approfittano, non è proprio giornata, non trovano i colpi vincenti e Mahut, con una demi-voleè vincente, spiazza Fognini e chiude 6/3 il secondo set. Scivola via anche il terzo set, gli azzurri sono talmente scoraggiati da non lottare, da non cercare soluzioni alternative ai soli lob "telefonati"; così la Francia si è trovata avanti 4-0 e ha portato a casa la contesa con un eloquente 6/1, complice l'ennesima voleè in rete di un poco reattivo Fognini. Onesto il cittì Barazzutti a fine gara: "I nostri mai in partita, non hanno giocato bene contro una delle coppie più forti del mondo. Ma non è finita, domani ci sono due singolari, i francesi devono prendere un altro punto per andare in semifinale e noi siamo pronti". Già, domani il primo a scendere in campo alle 11 (diretta in chiaro su Supertennis, canale 64) saranno i due numeri 1, ovvero Fognini contro Pouille, poi (se Fognini farà il miracolo) sul 2 pari l'ultimo singolare. Si parla di un ballottaggio tra Seppi e Lorenzi nella squadra azzurra e tra Chardy e Mannarino in casa francese. Comunque sia, le possibilità dell'Italia di approdare alla semifinale sono ridotte al lumicino.

venerdì 6 aprile 2018

TEATRO - Al Piccolo Eliseo di Roma, dal 13 al 30 aprile prossimi: Chi ha ucciso Sarah? Mistero napoletano anni '90.

Al Piccolo Eliseo di Roma, dal 13 al 30 aprile prossimi, andrà in scena "Chi ha ucciso Sarah"?, di Andrej Longo con Massimo Andrei e per la regia di Pierpaolo Sepe (durata un'ora, prezzo 7 euro). Nella Napoli bene degli anni Novanta, in un palazzo di Via Posillipo, la calura estiva agostana porta un delitto di una ragazza apparentemente senza colpevoli..
Acanfora è un giovane poliziotto che indaga e che scopre una realtà corrotta dalla paura, dall’egoismo, dall’indifferenza e una soluzione inaspettata, aldilà di ogni ragionevole giustificazione.
Attraverso il suo racconto, che il tempo ha trasformato in ossessiva testimonianza, vengono evocati i personaggi di questa storia, dalla madre apprensiva del poliziotto, al Commissario Sant’Agata segnato da un drammatico passato, agli ambigui testimoni del palazzo che svelano il mondo circostante spogliandolo da ogni indulgenza. Gli anni sono passati per il giovane Acanfora, ma non hanno cancellato del tutto la sua umanità, che affiora ripetutamente, a volte ingenua, ironica, divertente fino alle lacrime, ma che alla fine ci riporta ai valori fondamentali della vita e dell’etica.  
Liberamente ispirato a una storia vera accaduta a Napoli negli anni ‘90, il testo è stato selezionato per la rassegna del 1997 di Montecastello di Vibio, destinata ai monodrammi. È stata quella l’unica occasione in cui è stato messo in scena, sempre con Massimo Andrei e con la regia di Pierpaolo Sepe, risultando poi vincitore della rassegna stessa. Una persona onesta – aggiunge Pierpaolo Sepe – a contatto con una realtà dura e inevitabile, si trova di fronte a due scelte: accettarla e affrontarla con le stesse armi che quella realtà le offre, cioè la disillusione e la prepotenza; oppure sottrarsi al confronto e chiudersi in un’ostinata solitudine ed emarginazione. Integrarsi, essere parte, non può e non deve significare diventare l’oggetto del disprezzo del bambino che tutti siamo stati. 
Spiega Massimo Andrei: Gran parte del mio lavoro di attore si basa sul raccontare storie, mi occupo di fiabe antiche, “cunti” di tradizione e narrazione in genere, pertanto ‘Chi ha ucciso Sarah’ rientra in un percorso a me consono, visto che di un racconto si tratta. C’è il giallo, c’è il divertimento, c’è il mistero e, come nelle fiabe classiche, c’è anche la morale finale... ma non è espressa. È una riflessione che lo spettatore può fare da solo, se vuole. Ecco... il messaggio insito, non è narrato verbalmente..., ma affiora.
Da questa storia teatrale Andrej Longo ha tratto anche un romanzo dall’omonimo titolo, pubblicato da Adelphi nel 2009. Spesso – dichiara – si è testimoni di avvenimenti che in apparenza sono semplici o banali ma se si avesse la pazienza di soffermare lo sguardo un po’ più a lungo su quegli avvenimenti, si scoprirebbe con stupore che essi sono l’essenza stessa della vita". 

TENNIS - Coppa Davis, quarti di finale: Fognini tiene a galla la barca azzurra.

Dopo la prima giornata di Coppa Davis a Genova, Italia e Francia (quest'ultima detiene il titolo) si trovano sul risultato di parità in virtù del successo del francese Pouille su Seppi e dell'affermazione di Fognini su Chardy. Il primo ad entrare in campo è stato Andreas Seppi, sconfitto in cinque set dopo due ore e 50' dal numero uno francese e 11 del mondo, Pouille. Sembrava potesse finire prima la contesa per il francese, tanta la differenza in campo, testimoniata dai 5 giochi raccolti dall'azzurro in due set (6/3 6/2) e il 2-0 nel terzo sempre per il transalpino. Poi all'improvviso si è acceso Seppi e si è spento Pouille, il match è girato in favore dell'azzurro che ottiene la prima palla break dopo 80' di gioco e capovolge il punteggio salendo 3-2 e breakkando di nuovo il francese al decimo gioco. Il tutto è 6/4 Seppi, ancora vivo, ancora nel match. L'azzurro prende fiducia e, sulle ali dell'entusiasmo, non sbaglia nulla (al contrario di Pouille); break a zero nel secondo game, poi è tutta discesa sino al 6/3 che porta l'italiano al quinto. Dove la partita cambia di nuovo. Forse i dieci anni di differenza, forse il fatto che l'azzurro era lontano dai campi da un mese e mezzo causa una infiltrazione all'anca, sta di fatto che nel quarto game Seppi si fa breakkare dal francese nonostante fosse avanti 40-15 e la rincorsa viene vanificata in un attimo. "Giocavo come fossi sul veloce", ha dichiarato alla fine Seppi, "poi nel quinto ho perso il servizio, lui si è fatto più aggressivo e io non ero pronto. E' finito tutto troppo in fretta", è il laconico commento del tennista azzurro. Per un'ora Seppi ha sfoderato sicuramente un buon tennis ma per la Coppa Davis, a certi livelli, non può bastare; l'azzardo, da parte di Capitan Barazzutti, di metterlo in campo malgrado quella di oggi sia stata la sua prima partita dopo quasi due mesi di inattività, può costare caro all'Italia. Per fortuna che Fognini in Davis sa esaltarsi e togliere le castagne dal fuoco. Il ligure, praticamente in casa, ha spezzato la resistenza dell'acerrimo nemico Chardy dopo oltre tre ore e mezza di lotta, quest'ultimo imbattuto in Davis e capace di estromettere (non senza polemiche) al primo turno di Indian Wells proprio Fognini, che era avanti un set e due break nel secondo. La cronaca del match è condita di saliscendi. Chardy sale 5-2 nel primo ma Fognini rimonta per cedere un tie-break tiratissimo (8 punti a 6 per il francese). Francese che si prende subito un break in apertura di secondo set, con il Fogna che richiede un medical time out, con trattamento alla gamba sinistra sotto il ginocchio. Sembra una mezza resa. Macchè. L'azzurro reagisce alla grande e infila sei giochi consecutivi per il 6/2 che pareggia il conto dei set. Stessa situazione ad inizio di terzo, con Chardy che è avanti 2-1 e servizio, ma Fognini inanella cinque giochi consecutivi per il secondo 6/2 consecutivo. Nella quarta frazione Fognini scappa 3-0, fallisce il 4-0 e il 4-1, così lo spilungone francese risale la china ma è un fuoco di paglia perchè l'azzurro è determinato nel chiudere la contesa e salvare la Patria, portando il punto dell'1-1. E domani il doppio ore 14, diretta in chiaro su Supertennis (canale 64 del digitale terrestre): Fognini e Bolelli contro i fortissimi Herbert e Mahut. L'Italia è in ballo e ballerà sino alla fine. Le porte della semifinale sono lì vicino, il punto del doppio è fondamentale.

giovedì 5 aprile 2018

TENNIS - Coppa Davis, da domani Italia-Francia a Genova: Fognini contro tutti, obiettivo semifinale.


Ci eravamo lasciati così nel 1996, con Capitan Panatta che a Nantes scuoteva la sedia dell’arbitro all’ennesima chiamata casalinga dello stesso, in favore di Boetch contro Gaudenzi. Doveva vincere la Francia, si capì allora, e così successe, malgrado il 2-0 dell’Italia dopo la prima giornata. E oggi l’equilibrio in campo (sul rosso di Valletta Cambiaso, Genova, diretta in chiaro su Supertennis dalle 11.30) sarà lo stesso, come testimonia lo score di 5-5 nei confronti diretti. Capitan Noah, quello delle treccine icona anni 80, può anche decidere di non schierare Tsonga, Gasquet e Monfils, tanto ha sempre Pouille (n.11 del mondo),  Mannarino (n.25) e Chardy (n.80) come singolaristi, e Herbert (n.79) e Mahut (n.112) per il doppio. Da parte sua, Barazzutti conta sull’eroe di Davis, Fabio Fognini, cresciuto mentalmente e in classifica, tanto da rientrare nei primi 20, e sul doppio collaudato Fognini-Bolelli; l’incognita è il secondo singolarista azzurro, nel senso che il cittì friulano ha optato per l’esperto Seppi (n.62 del mondo) benchè una terra rossa pesante non sia la sua superficie preferita. E sarà proprio Seppi contro Pouille ad aprire la contesa, e a seguire Fognini se la vedrà con quel giocatore strano di Chardy, in grado di fare grandi partite come di perdere malamente contro avversari inferiori. Di sicuro, nella scelta di Noah, è pesato il precedente vincente di Indian Wells, con Chardy sotto di un set e un break e capace di rimontare proprio Fognini a suon di bombe di servizio e diritto. Sarà un match aperto, dunque, ma i francesi sembrano leggermente favoriti. Ci si gioca la semifinale di Coppa Davis, e non è poco.


mercoledì 28 marzo 2018

TEATRO - Al Piccolo Eliseo di Roma dal 4 all'8 aprile: "D'estate con la barca", doppia coppia firmata Patroni Griffi.


Al Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma, da mercoledì 4 a domenica 8 aprile 2018, andrà in scena D'estate con la barca di Giuseppe Patroni Griffi con Gaia Aprea (atto unico un’ora, prezzo 20 euro).   
Racconto dell’esordio letterario di Giuseppe Patroni Griffi apparso per la prima volta sulla rivista Nuovi Argomenti e pubblicato nel 1955 dall’editore Vallecchi insieme a Ragazzo di Trastevere e Un ospite di passaggioD’estate con la barca con Gaia Aprea per la regia di Luca De Fusco - che firma anche l’adattamento - è il racconto della gita in barca lungo la costa di Posillipo a Napoli di due coppie di ragazzi. Una gita per fare l’amore, lontano dal mondo, i suoi divieti, le sue ipocrisie. Una bellissima giornata di sole e di ardori giovanili su cui piomba, inaspettata e beffarda, la morte.
«Per la seconda volta, dopo L’amorosa inchiesta di La Capria – scrive il regista nelle note allo spettacolo – mi capita di mettere in scena uno scrittore che ho conosciuto, la cui carriera mi è stata raccontata da mia madre nella mia infanzia come una favola e che rappresenta quindi una parte di me, del mio modo di essere napoletano, del mio modo di intendere l’arte in generale e il teatro in particolare».
«Si parla – continua De Fusco –di una “doppia coppia” che a teatro diremmo composta da due attori giovani e due caratteristi. Già in questo sapore più teatrale si sente l’impronta dell’uomo di spettacolo a tutto tondo: mi sono quindi permesso un’ambientazione scherzosa, ludica, come appare il racconto ad una prima lettura. Con qualche elemento di piccola spettacolarità in più rispetto ai due precedenti racconti della Ortese e di La Capria: innanzitutto la barca evocata nel titolo e poi un lieve, accennato gioco di proiezioni, che è in linea col mio modo di fare teatro degli ultimi anni e che viene naturale di fronte a tutte le splendide descrizioni marine del testo.
Nel finale, con un vero colpo di scena tipico del teatro e dello stile di Peppino, il racconto si capovolge: smette i suoi panni ingannevoli di leggerezza alla La Capria e mostra la sua vera faccia. Quella che associa l’amore con la morte, il mistero dell’attrazione erotica come rischio ed inizio di perdizione, insomma il racconto rivela l’impronta di quello che sarebbe divenuto lo stile di Patroni Griffi. Ho cercato di assecondare questo strano andamento, che nell’ultima mezza pagina capovolge il senso dell’intera opera con un piccolo colpo di scena che suggerisce una versione ipnotica, ammaliante di Giulia che diviene in questo modo una specie di “sirena”.